Saranno Slovenia, Germania Stati Uniti e Nuova Zelanda a contendersi il titolo di campione del mondo Under 19. Le quattro vincenti hanno avuto la meglio rispettivamente su Israele, Australia, Canada e Svizzera, squadre che adesso continueranno il torneo per la classificazione tra il quinto e l’ottavo posto.
Vediamo nel dettaglio come sono andati questi quarti di finale.
SLOVENIA, IL SOGNO CONTINUA
È la Slovenia la prima squadra a staccare il biglietto per le semifinali, battendo Israele 79-55. Una vittoria di grande spessore quella dei ragazzi guidati da coach Danijel Radosavljevic, ai danni di un’Israele che ha faticato molto a trovare la via del canestro. Buona parte del merito però va data alla costanza difensiva degli sloveni, capaci di annichilire gli avversari senza mai farli entrare in fiducia. Il 5/24 finale dall’arco è un fattore che non ha solo gradualmente tolto fluidità all’attacco israeliano, ma che ha permesso alla Slovenia di segnare ben 20 punti in contropiede. Se in difesa lo sforzo è stato collettivo, in attacco gli sloveni si sono affidati al talento di un giocatore in particolare: Zak Smrekar. L’ala classe 2006 – protagonista in patria con la maglia del Krka Novo – ha litigato con il ferro per gran parte del torneo (6/30 dal perimetro prima di oggi), ma nella partita più importante si è fatto trovare pronto. Una prestazione balistica da 9/15 al tiro (6/8 da due e 3/7 da fuori) che ha fruttato ben 22 punti, che sommati a 8 rimbalzi e 4 assist fanno 27 di valutazione e accesso in semifinale per la sua squadra.
LA GERMANIA RIMANE IMBATTUTA, FUORI L’AUSTRALIA
Nella seconda gara dei quarti di finale si sfidano due delle squadre più interessanti del torneo. Una partita in cui la Germania parte subito forte (16-4 dopo 5 minuti) e riesce ad aumentare il vantaggio fino al 52-33 dell’intervallo. Alla ripresa arriva la reazione degli Emus, che arrivano fino al -4 nei primi possessi dell’ultimo periodo. Da qui le due squadre rimangono a 2/3 possessi di distanza per diversi minuti, ma nel finale i tedeschi sono bravi a respingere definitivamente la rimonta e portare a casa la vittoria per 80-67. Tra i fattori principali di questo risultato, che mancava da 38 anni, ci sono senza dubbio il talento puro di Anderson (18 punti, 8 rimbalzi e 4 assist), la precisione sotto canestro di Reibe e Garner (11/14 dal campo in due) e i 12 assist di Kayil. La chiave però sta nella partita di Hannes Steinbach, che con una larga doppia doppia da 16 punti e 16 rimbalzi ha espresso il suo dominio nel pitturato. Il prossimo lungo di Washington University, che entrava nella gara con il 75% al tiro da due, ha dimostrato ancora una volta di avere un’eccellente mano e un senso della posizione di altissimo livello, sia a rimbalzo che nelle situazioni offensive lontano dalla palla.
LO SPETTACOLO DI USA vs CANADA
C’era sicuramente da aspettarselo, ma la sfida tra i vicini di casa del Nord America sapeva molto di finale anticipata. Una gara dal punteggio alto sin da subito – 24-30 al 10’ e 54-61 all’intervallo – con un Canada che, dopo un primo tempo condotto dagli USA, è riuscito a ricucire lo svantaggio in apertura di terzo quarto e a regalarci un intero secondo tempo punto a punto. Due squadre sicuramente spettacolari, tra le più dotate dal punto di vista sia atletico che tecnico. Alla fine a spuntarla sono stati gli uomini di Tommy Loyd con il punteggio di 102-108, andando però forse oltre alle proverbiali 7 camicie. Sugli scudi per Team USA il duo formato da Dybantsa e Brown Jr, capaci di chiudere con 42 punti in due grazie soprattutto ad un 19/20 di coppia dalla lunetta. Canada che esce a testa altissima grazie ad una prestazione collettiva tra le migliori dell’intero torneo, con una metà campo offensiva che ha fatto del gioco corale il suo punto di forza.
FINISCE LA CORSA DELLA SVIZZERA
Non è bastata ai padroni di casa la spinta del fantastico pubblico di Losanna. A passare è la Nuova Zelanda, che dopo aver stupito tutti nel girone A si conferma squadra rivelazione del torneo. Una partita che la Svizzera sembrava avere saldamente in pugno per larghi tratti, prima però di un terzo quarto da 29-12 che ha ribaltato completamente l’inerzia della gara a favore dei neozelandesi fino al 84-70 finale. Una sconfitta che però non cancella quanto di buono fatto dagli svizzeri, in grado di portare tra le prime 8 del mondo una nazione che, con l’under 19 maschile, non aveva mai partecipato né a un Mondiale né tantomeno a un Europeo di Division A. Ma soprattutto – oltre ad uno strepitoso risultato – i ragazzi allenati da coach Ivan Rudez hanno contribuito in maniera fondamentale alla creazione di una cornice di pubblico fatta da più di 5000 spettatori, scrivendo così un’importante nota di crescita del movimento cestistico in Svizzera.
