Trentacinque anni, una carriera costruita nel settore giovanile e poi esplosa tra i professionisti, Riccardo Moraschini si trova in una fase cruciale della sua carriera, essendo diventato capitano della Acqua S. Bernardo Cantù. Lunedì sera i suoi affronteranno la Virtus Bologna, la squadra della sua città, quella con cui è cresciuto. Un incrocio che per lui vale più degli altri.
«Bologna per me è qualcosa di speciale: sono nato lì, sono cresciuto alla Virtus», racconta Moraschini, che da bambino frequentava il palazzetto e guardava con ammirazione la squadra di Ettore Messina, quella con Ginobili, Jaric e Smodis. Tra gli idoli di allora cita Ginobili, e tra i più recenti Vucevic, definito come una sorta di mentore durante gli anni alla Virtus.
La salvezza passa dagli scontri diretti
Cantù arriva a questo appuntamento dopo due vittorie consecutive contro Trieste e Sassari, risultati che hanno riacceso le speranze in zona retrocessione. Moraschini è convinto che il destino della squadra sia nelle proprie mani:
«La salvezza dipende solo da noi».
Il calendario ha aiutato nella seconda parte di stagione, con gli scontri diretti in casa che si sono rivelati favorevoli. Ora c’è anche quello con Treviso, altra sfida cruciale.
Sul momento della società, il capitano non nasconde che alcune scelte siano state difficili da digerire. Salutare coach Brienza, con cui aveva un rapporto solido e che lo aveva portato in Serie A, non è stato semplice. Anche i saluti a Bowden, Gilyard e Ajayi hanno pesato. Tuttavia Moraschini riconosce che le decisioni siano state prese nell’interesse del club, e che gli innesti arrivati stiano dando risposte concrete.
Su De Raffaele, il nuovo allenatore, il giudizio è positivo: porta un bagaglio di esperienze importante, è esigente, preciso e attento ai dettagli. Un profilo diverso rispetto al predecessore, ma funzionale a quello che serve in questo momento.
Lunedì alla Virtus Arena, una partita complicata
Affrontare le V nere in trasferta non è mai semplice, anche se il periodo della Virtus non è certo roseo, e Moraschini lo sa bene. Bologna è una piazza che vive di basket, il tifo è caldo e l’atmosfera sempre intensa. I bianconeri, pur impegnati ancora col doppio impegno Eurolega e campionato e con qualche assenza come Pajola e Vildoza, restano una grande squadra, orgogliosa e abituata a vincere.
«È una grande squadra, composta da giocatori orgogliosi, poco abituati a perdere. Quello che è stato fatto finora in queste ultime partite conterà poco: dovremo essere bravi a cogliere un’occasione per vincere la partita.»
Treviso nel frattempo continua a vincere e ha ridotto il distacco in classifica. Per Cantù, ogni punto da qui alla fine è decisivo. La consapevolezza c’è, la squadra sembra ritrovata. Ora serve confermarla sul campo più difficile.
