Immortale ed indomabile il Napoli Basket.
La squadra di coach Valli rimonta dal -15 (47-62) e fa suo il big match contro i Campioni d’Italia dell’Olimpia Milano.
Decisiva la reazione in uscita dal time out, tre bombe in fila di Zubcic e Green (due volte) invertono totalmente l’inerzia di una gara che pareva segnata e controllata da un’Olimpia che aveva in Mirotic l’uomo del fioretto e in LeDay quello della sciabola e della bagarre che coinvolge per un momento i padroni di casa, estromettendoli dal match.
La ciliegina sulla torta la mette, come a Torino un anno fa, Jacob Pullen.
Durissimo Messina in conferenza stampa, “quando giochiamo così siamo irritanti e fastidiosi” ha sibilato, visto il tono di voce, tra i denti.
Napoli Basket
Pullen 8,5: dipinge alcune pennellate durante la partita ma nel quarto periodo completa il capolavoro, 7 punti in fila ed il cioccolatino ad Egbunu per chiudere i giochi, líder máximo.
Zubcic 7: doppia doppia per punti e rimbalzi, tripla doppia se ci mettiamo gli incitamenti al pubblico del PalaBarbuto, sfrutta bene i mismatch per creare vantaggi, piazza una tripla vitale sul -15 che dà il via alla clamorosa rimonta.
Treier 5,5: l’impegno non manca, l’esecuzione si. Qualche errore da matita blu, forse figlio di una condizione fisica non delle migliori.
Pangos 7,5: non si fa deconcentrare dalla sete di rivincita, se la gusta con parsimonia, lasciando la scena ad altri; si toglie lo sfizio di firmare i canestri finali.
De Nicolao 6,5: stavolta non entra il tiro pesante ma non manca la solita abnegazione difensiva, anche a rimbalzo.
Acunzo ne.
Fiodo ne.
Saccoccia ne.
Egbunu 7,5: quando Messina gli schiera contro il quintetto piccolo, inizialmente va in confusione; alla distanza, però, emerge il totem visto nei migliori tempi a Varese. 16 punti, 6 rimbalzi offensivi, 3 bimani tonanti.
Green 8,5: lo spin move e successiva tripla senza soluzione di continuità è un’ode alla coordinazione del corpo nella pallacanestro; è l’anima della rimonta, quello che la fa partire e quello che la culmina, fenomeno vero.
Totè 6,5: condizionato da due falli precoci, patisce nella parte centrale del match; con il doppio pivot si trova sulle tracce di Mirotic, poi la partita va da lui e si prende il suo momento, prezioso.
Mabor ne.
All. Valli 8,5: praticamente perfetto nella gestione degli uomini e dei momenti, non perde lucidità nemmeno sul -15 e riesce a convincere i suoi dell’idea migliore, tornare a giocare a pallacanestro.
EA7 Emporio Armani Milano
Mannion 4: trova il primo canestro dal campo a secondo tempo inoltrato, passeggia per il parquet in maniera addirittura irritante, dov’è finito il leader che ha salvato Varese lo scorso anno?
Bortolani 5,5: non è certo colpa sua la sconfitta, mette l’unica tripla aperta che gli capita ma sparisce ignorato dai compagni.
Tonut 4,5: due lampi e nient’altro, specchio di un ruolo troppo marginale per un ex MVP del campionato.
Bolmaro 5: il suo arresto e tiro è di altro livello ma lo si vede una volta sola, paga caro il tanto nervosismo con disattenzioni difensive anche marchiane.
LeDay 7: 20 punti a referto ma anche l’astuzia di far cadere Zubcic e Pullen nelle sue provocazioni, disconnettendo momentaneamente gli avversari dalla partita; per sua sfortuna l’effetto svanisce presto.
Ricci 5: una tripla, un 1/2 ai liberi, poi deambula per il campo, sballottato tra gli spot di 3 e 4 dai continui cambi di Messina.
Flaccadori 6: ci prende proprio poco al tiro dal campo, in compenso è duro in difesa ed è con lui in campo che nasce la fuga dell’Olimpia.
Diop ne.
Caruso 4,5: la sua partita finisce, sostanzialmente, nel primo quarto quando commette il secondo fallo. Lo si rivede all’uscita dagli spogliatoi mentre saluta tanti suoi concittadini.
Shields 5: va in doppia cifra ma si accende troppo ad intermittenza, sanguinosissime le 6 palle regalate agli avversari.
Mirotic 7: qualità superiore, prodotto DOC. Inizialmente Messina lo preserva, poi non può più fare a meno di lui, tuttavia la benzina nel serbatoio è ancora poca, chiude comunque a 22 punti.
Gillespie 4: in questa Milano è ancora un pesce fuor d’acqua, a tratti deleterio; sembra di vederlo chiedere indicazioni mentre pronuncia “noio volevon savuar…”
All. Messina 4-: aveva indovinato l’assetto giusto, non ha saputo replicare agli aggiustamenti del suo allievo Valli. In conferenza stampa, ancora una volta, scarica tutte le responsabilità sui giocatori, prima di ammettere timidamente di “non aver trovato la cura” per certe prestazioni. Troppo timidamente.




