HomePagelleNapoli rivede le stelle, Treviso ko e fischiata, le pagelle

Napoli rivede le stelle, Treviso ko e fischiata, le pagelle

370 giorni, tanto hanno dovuto attendere i tifosi del Napoli Basket per riassaporare un successo lontano dalle mura amiche.

Ed è una vittoria, 78-90, che ha le potenzialità per cambiare la storia di una stagione che sembrava maledetta, stregata, segnata.

Finchè non sono tornati due dei leader della scorsa, straordinaria, stagione, Jacob Pullen e Tomislav Zubcic, e si sono associati ad un altro califfo che risponde al nome di Erick O’Brien Green.

Trascinatori tecnici ed emotivi che si sono alternati nel protagonismo, portando con sé compagni che stanno via via riscoprendo quel talento che, alla fine, non era stato rubato dai Monstars.

L’ex di serata regala una partita ai limiti della perfezione, carbura alla distanza come tutta la squadra, capace di rientrare da un avvio lento che faceva presagire il peggio.

Passati quei 10′ iniziali, gli ospiti hanno dettato legge, aggiustato le proprie percentuali e sporcato quelle avversarie.

Sono 4 vittorie nelle ultime 6 uscite, 3 nelle ultime 4. Adesso la salvezza non sembra più una chimera.

Fischi finali del PalaVerde per una Nutribullet a cui non basta un Jordan Caroline a lungo perfetto dal campo e penalizzato da una scavigliata che lo relega a lungo in panchina.

Oltre a lui c’è solo Bowman a tenere un rendimento costante nei 40′, Olisevicius si spegne dopo l’intervallo lungo, Harrison va ben oltre il disastroso.

Frank Vitucci dovrà fare un’attenta riflessione su quello che, dai tempi di Brindisi, è un suo pretoriano di ferro e scegliere se provare a toccare le corde giuste o fargli salutare quella Treviso con cui non ha mai davvero congeniato.

Intanto le sconfitte consecutive sono 3, difficile pensare che la lotta salvezza risucchi i veneti, ma occhio a togliere le mani dal manubrio.

Nutribullet Treviso

Bowman, 6,5: è l’unico a farsi vedere per tutti i minuti (36) in cui calca il parquet, si sbatte anche a rimbalzo catturando 9 carambole; fatale qualche momento di poca lucidità, 5 palle perse che pesano come macigni.

Harrison, 4: a lungo desaparecido, illude con la tripla del -3 ma non cambia il suo match; falloso, nervoso, disastroso e dannoso, forse non è questo il suo ambiente ideale, anche con il suo allenatore preferito.

Torresani, 5: dovrebbe dare energia al reparto esterni, si fa prendere dalla foga e perde lucidità; Vitucci non gli dà una seconda occasione.

De Marchi, NE.

Mascolo, 4,5: non ci prende praticamente mai al tiro, non riesce a far valere la sua fisicità contro i pari ruolo. Per di più collabora alla ditta palle perse e non incide nemmeno in difesa.

Mazzola, 6: 100% dal campo su 3 tiri presi ma presenza meramente testimoniale quando la palla in mano ce l’hanno gli avversari, si vede che gli manca ancora un po’ di ritmo partita.

Mezzanotte, 4: altro giro, altro dilemma sul perchè questo ragazzo non faccia mai quel passo in più che lo metterebbe sulla mappa dei migliori lunghi bidimensionali italiani. Manca la costanza di essere solidi anche nelle serate storte, lui semplicemente sparisce. Non è un caso che Vitucci preferisca abbassare il quintetto piuttosto che rimandarlo in campo.

Caroline, 8: un primo tempo a dir poco dominante, segna in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi alternando qualità balistiche a strapotere fisico ed atletico. Nella ripresa è a lungo in panchina per una scavigliata e si raffredda, sporcando nel finale un percorso dal campo fino a quel momento immacolato.

Pellegrino, 5,5: una stoppata per alzare il voto, qualche utile randellata qua e là che non fa mai male, poi l’eclissi.

Olisevicius, 5,5: illude nel primo tempo, strappando applausi sia per i canestri pesanti che per l’uso del piede perno; nella ripresa risulta tra i dispersi.

Paulicap, 4: soffre dannatamente il dinamismo di Totè che ne fa un sol boccone, protesta con Vitucci quando questi lo richiama in panchina; avrebbe fatto meglio a restare silente anche dopo il cambio.

Macura, 4,5: first reaction…boh? Per quasi tutta la partita è un fantasma che si trascina stancamente tra le due metà campo, di tanto in tanto accende la luce e si ricorda di essere vivo, ma è solo un tardivo sussulto.

Coach F. Vitucci, 5: non legge male la partita, semplicemente non la legge per niente. Prova a scuotere i suoi anche con un paio di cambi punitivi ma non riesce ad ottenere le risposte che si aspetta. Separarsi da Harrison, per quanto dolorosa, deve cominciare a diventare una possibilità da considerare.

 

Napoli Basket

Pullen, 6: non martella come suo solito ma ha l’intelligenza di capire la serata no e si mette al servizio dei compagni, l’assist per il tiro dalla media di Treier è extralusso.

Zubcic, 7: recupera quella doppia dimensione che lo rende un unicorno in questa lega, la palla in angolo per lui è una sentenza; offre buoni minuti anche quando Totè è fuori con 4 falli sul groppone.

Treier, 7: energia, abnegazione, mano morbida. L’ex Dinamo Sassari è il soldato perfetto, ligio al dovere e letale quando gli viene data libertà d’azione; sfrutta praticamente tutti i mismatch che gli capitano.

Pangos, 7: come il numero di assist smazzati, tanto per restare in media stagionale, a cui aggiunge 11 punti a referto. Unico neo il proseguire del litigio con il canestro a cronometro fermo, Valli continuerà a provare l’intercessione per ristabilire i rapporti.

De Nicolao, 7,5: stavolta entra dalla panchina ma ha un’intensità tale da contagiare i compagni dopo un inizio al rallentatore. Uomo ovunque, è accusato di furto seriale di palloni avversari, ben 7 in 13′ secondo gli inquirenti, Arsenio Lupin.

Woldetensae, 6,5: continua a non avere lucidità in fase offensiva, andandosi anche a cacciare nei guai in qualche occasione, tuttavia difende con tutto ciò che ha, non rifiutando mai il confronto anche con avversari decisamente più stazzati di lui, gladiatorio.

Saccoccia, sv: qualche secondo per dare respiro ai compagni più esperti.

Green, 8: se cercate sullo Zanichelli la definizione di pulizia nei movimenti e coordinazione, trovate il suo nome e la sua foto. Partenza diesel anche per lui con qualche parolina detta alla terna, Valli lo richiama in panchina per evitargli il fallo tecnico, lui torna e decide di rispondere come meglio sa fare, dominando.

Totè, 7,5: giganteggia per quasi 3/4 in entrambi i pitturati, annullando Paulicap e volando ben oltre il ferro, paga il prematuro quarto fallo che lo costringe a perdersi buona parte del periodo decisivo.

Mabor, 6: di fiducia, Valli gli chiede di dare qualche minuto di respiro ai compagni e lui si applica con impegno, talvolta esagera negli show alti e lascia un buco che obbliga la difesa ad andare in rotazione.

Coach G. Valli, 6,5: stavolta non indovina il quintetto e guarda il primo allungo di Treviso intervallandolo con partacce ai suoi pronunciate con un colorito tendente al rosso Obradovic. Muove i pezzi giusti nello scacchiere e la sua Napoli cambia volto, frena con il time out il tentativo di riaccendersi di Caroline e mette al sicuro il risultato.

e.defalco
e.defalco
Giornalista pubblicista, nato a Napoli ma vissuto per oltre metà della sua vita a Madrid che gli ha attaccato la malattia dell'Estudiantes. Appassionato Knickerbocker, ha giocato a basket anche se le sue leve l'avrebbero sconsigliato. Creatore di Uno Hobbit al Ferro.

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