Ci si avvicina alla parte calda della stagione e siamo tutti testimoni di una delle più avvincenti e sorprendenti stagioni degli ultimi anni, sul campo ma non solo.
É in corso una battaglia colpo su colpo per aggiudicarsi il titolo di MVP della stagione tra Nikola Jolic e Shai Gilgeous-Alexander mentre, a circa una settimana dal termine della Regular Season, abbiamo ancora ad Ovest cinque squadre a due partite di distanza per evitare i play-in e tre team ancora in corsa per raggiungere le ultime due posizioni per la post-season; insomma, una lotta all’ultimo match.

Nonostante questa incertezza ai piani alti, è in corso anche l’ennesima, caotica, lotta per il fondo della classifica con una corsa al tanking che stagione dopo stagione diventa sempre più “programmata” e senza dubbio poco interessante per noi appassionati.
Troviamo i Philadelphia 76ers che devono ottenere una scelta tra le prime sei per evitare che finisca agli Oklahoma City Thunder, in un testa a testa con i Brooklyn Nets che non vogliono cedere il quinto peggior record della lega, mentre incorre la contrariamente epica battaglia tra Jazz e Wizards per l’ultimo posto in classifica.
Una situazione che ogni anno diventa tragicomica se si pensa che un quarto delle squadre NBA ha un forte incentivo a perdere e non fa nulla per nasconderlo da almeno metà regular in avanti. Guidati da Mike Vorkunov di The Athletic, proviamo a chiederci se si possa fare qualcosa perchè le squadre fuori dai playoff abbiano più interesse a vincere nelle ultime settimane e mesi della stagione.
il Board della lega ha già inserito nelle annate recenti delle novità per mantenere alto il livello della competizione come l’istituzione dei Play-in e l’aggiustamento delle probabilità della lottery rendendo più difficile alle squadre peggiori l’ottenimento delle scelte migliori. Secondo Adam Silver il meccanismo aiuta la ricostruzione delle squadre e a mantenere l’equilibrio in NBA nel lungo periodo e quindi, se dal commissioner non arrivano nuove proposte, proviamo a lanciarne noi alcune:
Fateci sapere nei commenti se anche voi avete qualche proposta…

Estendere la Lottery alle prime otto scelte
L’NBA potrebbe estendere il sorteggio della lottery alle prime otto scelte anzichè le quattro attuali. Al momento le ultime otto formazioni hanno una percentuale complessiva dell’87,5% di ottenere il pick numero 1 al draft con le due peggiori che detengono il 14% ciascuna.
Portando le prime quattro ad un 10% a testa, i team dalla quinta all’ottava vedrebbero crescere le proprie percentuali, assicurando alla squadra con il record più infelice una scelta mai oltre la nona (attualmente è la quinta). Lo scopo è di spengere le compagini a non vedere le vittorie come un problema e a spingerle a competere al meglio anche a febbraio, marzo o aprile.
Basare le probabilità di lottery sui risultati di più stagioni
NBA potrebbe prendere spunto dalla Wnba dove le probabilità della lottery si basa sui record delle ultime due stagioni. Questo cambierebbe le carte in tavola e tankare per un solo anno non basterebbe più. Il rovescio della medaglia è che alcune squadre potrebbero pianificare un tanking pluriennale (ad esempio, Portland, nonostante segnali di miglioramento avrebbe comunque la quinta miglior probabilità per la prima scelta). E perchè non permettere una posizione in lottery indipendentemente dalla qualificazione ai playoff, dando incentivi a chi cresce come i Pistons??

Eliminare la Lottery ponderata
Back to 1985 signori…
Hai mancato i playoff per una sola partita? Sei uscito dai play-in come settima testa di serie? Bene, hai le stesse possibilità della peggior squadra della lega di ottenere la prima scelta al draft.
Sarebbe un modo molto efficace per disincentivare il tanking ed evitare corse a perdere come quelle dei Dallas Mavericks del 2023 costretti a peggiorare il loro record per proteggere una scelta.
Anche qui, da mettere come contraltare la difficoltà che verrebbe a crearsi per le squadre in re-building nel riuscire ad ottenere talenti di alto livello al draft, ma le dirigenze dei team potrebbero ristrutturarsi in base alle nuove realtà e contemporaneamente non sarebbe inverosimile trovarsi una squadra in lotta playoff con una scelta molto alta e quindi rendere la competizione ancora più interessante.
Quarta e quinta scelta per le due squadre peggiori
Pensiero inverso…Perchè impegnarsi tanto a perdere se quello che puoi ottenere non è il miglior piazzamento? Se questa regola fosse in vigore oggi, Wizards e Jazz farebbero di tutto per cercare di vincere ed evitare la quarta e quinta pick al prossimo draft, puntando a raggiungere gli Hornets a 18 vittorie.
É una logica fuori dagli schemi ma creerebbe un forte deterrente per non avere i due peggiori record della NBA, trasformando Marzo ed Aprile in due mesi molto combattuti anche in coda alla classifica.

Worst case scenario: Eliminare il Draft
…e se la NBA eliminasse del tutto il draft? Non si può fare tanking per qualcosa che non esiste. Ovviamente è una pura provocazione, ma potrebbe rivoluzionare tutto. Ogni squadra avrebbe un tetto di spesa per firmare rookie ogni estate. I giocatori sceglierebbero dove andare, le squadre potrebbero costruire la loro classe rookie come preferiscono.
Cooper Flagg preferirebbe firmare coi Celtics, la sua squadra di casa, per lottare per minuti in una contender, o restare in Carolina e diventare il fulcro degli Hornets? Ogni squadra dovrebbe decidere come investire il proprio budget.
Potrebbero esserci delle modifiche: ad esempio, permettere lo scambio del budget tra squadre o limitare il numero di rookie firmabili. Oppure lasciare tutto libero. Cambierebbe completamente anche il mercato dei trasferimenti. Senza le scelte future da scambiare, le squadre dovrebbero rivalutare i giocatori. Potrebbe persino cambiare la frequenza degli scambi delle star.
Insomma, sarebbe un modo totalmente nuovo di gestire il reclutamento. E sarebbe affascinante vedere come reagirebbero squadre e giocatori.







