SCOTTIE BARNES
Il discorso per Duarte vale in parte anche per l’ala tuttofare da Florida State, che, complice l’assenza di Pascal Siakam, si è trovata a gestire più responsabilità del previsto fin dalla prima palla a due.
Il risultato? 17 punti, 8.2 rimbalzi e 2.4 assist per game, tirando con un ottimo 53% dal campo. Non sorprende quindi che sia già diventato un idolo alla Scotiabank Arena, dove mercoledì notte ha realizzato 18 punti con 7 rimbalzi e 7 assist nel primo successo casalingo dei Raptors da 20 mesi a questa parte.
Nick Nurse sa bene di avere tra le mani un diamante grezzo da plasmare, con la certezza che non lesinerà mai energie fino al suono della sirena.
‘Scottie? Può essere il nostro playmaker primario, o giocare in appoggio ad un altro ball-handler. Può prendere il rimbalzo e spingere palla in transizione, oppure fermarsi ed iniziare uno schema. E se c’è bisogno, può giocare anche da centro…’.
-Chiudiamo con le medie messe insieme fin qui dai rookies, via NBA.com:
Tanta carne al fuoco, in attesa del debutto -a breve- della First overall Pick, Cade Cunningham. Ai Rockets l’obiettivo stagionale è far crescere il più possibile Jalen Green e gli altri giovani talenti. Sta faticando più del previsto Jalen Suggs, che a Orlando ha tanto spazio ma deve ancora entrare nei meccanismi della squadra. Bene invece Josh Giddey, che non ha paura di niente, coraggioso sia nelle iniziative personali che nei passaggi. A Sacramento, Luke Walton già fatica a non concedere minuti a Davion Mitchell, un altro ‘game-changer’ nella sua metà campo.
Come già detto, sono tutti dati e sensazioni descrittive, nulla di definitivo. Tra qualche mese probabilmente la situazione di ciascun giocatore sarà cambiata più volte. Alti e bassi inevitabili, almeno per il 99% dei rookies…

