HomeNBANBA, il rientro di Holmgren ha tanto da dare a questi Thunder

NBA, il rientro di Holmgren ha tanto da dare a questi Thunder

7 febbraio 2025, il record dei Thunder segna 40 vittorie e 9 sconfitte. Nella serata di venerdì la squadra di coach Mike Daigneault affronta i tutt’altro che irresistibili Toronto Raptors, oggi tredicesimi a est col quinto peggior record in NBA. Per i Thunder però questa gara ha un significato particolare, perché alla fine di una delle trade deadline più assurde mai viste, potrebbero essere la seconda squadra ad essersi rinforzata di più (ovviamente dopo i Lakers) pur senza essersi mossi alla fine del mercato. Questo perché nella gara di sabato contro i Raptors ha finalmente fatto il suo ritorno in quintetto Chet Holmgren, fermo ai box ormai da novembre per un infortunio nella zona dell’anca.

La partita del ritorno

Di per sé nella prima gara contro i Raptors i numeri di Holmgren sono stati più o meno in linea con quelli di un giocatore che è stato fermo più di 3 mesi: 4 punti con 5 tiri, 5 rimbalzi e 1 assist in 22 minuti. Perché allora diciamo “più o meno in linea con quelli di un giocatore che è stato fermo più di 3 mesi”? E perché il rientro di Chet ha avuto più impatto di quanto i numeri dicono effettivamente?
Nei sui 22 minuti in campo Holmgren ha anche aggiunto alle sue stats personali 4 stoppate (non poche per un giocatore sano, figuriamoci per uno appena tornato da un infortunio), l’ultima delle quali è stata il vero picco emotivo della partita del rientro in campo del fenomeno (uno dei tanti) di Oklahoma:

Chet è un giocatore di cui il talento non è mai stato in dubbio, ma che fino ad ora è stato un po’ sfortunato. A causa di un infortunio al piede è stato costretto a saltare tutto il suo primo anno, scendendo in campo solo a partire dalla scorsa stagione quando ha provato a dar filo da torcere a Wemby per il premio di rookie dell’anno (Wemby ha vinto all’unanimità ed è giusto così, ma per diversi mesi Holmgren ha davvero detto la sua).

Ecco che arriviamo quindi al vero punto importante della partita di rientro di Holmgren, ovvero l’apporto morale che l’unicorno (così chiamano i lunghi in “stile Porzingis”, dotati di grande mobilità combinata con un fisico bislungo) porta a una squadra che già prima del suo rientro era tra le favorite (se non LA favorita) per la vittoria di qualcosa di piuttosto rilevante a metà giugno.

Cosa porta quindi Holmgren

In questi mesi Oklahoma è riuscita a sopperire alla sua assenza con ottimi risultati grazie anche all’apporto di Hartenstein, arrivato in estate da New York, consolidandosi come miglior squadra in tutta l’NBA. Il tutto affidandosi a Shai, principale candidato al premio di MVP assieme a Jokic, ma senza il proprio secondo miglior giocatore (Holmgren, chiaramente).

Adesso OKC ha ritrovato il proprio lungo titolare, che però grazie ai suoi piedi da ballerino non dovrebbe avere problemi a giocare anche da quarto, lasciando in campo la fisicità di Hartenstein, l’aspetto su cui Chet può forse migliorare maggiormente.
Ecco perché la Lega dovrebbe iniziare a preoccuparsi sul serio, perché quello che abbiamo visto contro i Raptors è solo un assaggio di quello che Holmgren porterà ai suoi Thunder. E va ben al di là di 4 punti e 4 stoppate.
Il rientro di Chet da ancora più carica e sicurezza a una corazzata forte, guidata da un grande condottiero quale Mike Daigneault, aggiungendo opzioni in attacco in una metà campo e protezione al ferro nell’altra, come ha dimostrato anche nella seconda gara giocata contro i Pelicans, in cui ha collezionato 12 punti e altre 5 stoppate, fra cui questa perla qui:

Per dirla all’americana, sono “scary hours” nella Lega. Già prima del rientro di Holmgren, Oklahoma era la miglior squadra in NBA e, ora che l’unicorno dei Thunder è tornato in campo, è meglio che tutte le altre squadre inizino a preoccuparsi perché se il buongiorno si vede dal mattino, a Oklahoma sarà davvero una bella giornata.

Tommaso Busato
Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.

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