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NBA: Play-In Tournament Explained

Più complicato da spiegare che da vivere e criticato dai più. Non servono parole ulteriori per descrivere il Play-in tournament che questa sera ci regala l’inizio della post season NBA. Se gli accoppiamenti 3-6 e 4-5 sono già stati imbastiti, questo antipasto di playoff è l’ultima chiamata per le squadre che han faticato in regular season.

EASTERN CONFERENCE

Si parte dall’Est, che aprirà con le prime due gare proprio questa sera. La classifica finale ha detto che Philadelphia ha la testa di serie numero 1, e con tutta probabilità se lo è meritato, visto che ha giocato un basket di alto livello e ha subito poco il tran tran mediatico che si divideva tra Embiid ed il resto del mondo. Nella città dell’amore fraterno si sogna in grande e l’aver risparmiato le energie in regular season è un buon viatico. Ora si aspetta l’avversaria del primo turno. Idem dicasi per i “Monstars” di Brooklyn, che con tutte le stelle in salute han preso la posizione 2 del tabellone e ora aspettano la propria rivale. Scontri diretti già formati sono un mirabolante Milwaukee (3) vs Miami (6) nel remake di una finale di conference che lo scorso anno ha regalato scintille e New York (4) vs Atlanta (5), un confronto generazionale tra le due squadre più sorprendenti.

In lizza per gli ultimi due posti ci sono Boston, Washington, Indiana e Charlotte, rispettivamente citate in ordine di classifica dalla 7 alla 10. Quella tra i Celtics e i Wizard è uno scontro fra deluse. I biancoverdi sono in fase calante del loro ciclo, o meglio, non han mantenuto le aspettative di inizio stagione. Walker e Tatum da soli non sembrano bastare e nemmeno gli innesti di Thompson, Jabari Parker e Fournier per la profondità han cambiato le carte in tavola. Serve una scossa. Fronte opposto quello di Washington, che con la trade che ha mandato via Wall sembrava aver smantellato. Eppure la premiata ditta di Beal e Russell Westbrook è riuscita a compiere un miracolo. La squadra gira e anche con il volenteroso Hachimura può essere ostica per quelli del trifoglio verde. E’ un autentico coin flip e chi vince si prende i Brooklyn Nets.

La perdente di questo match, invece, avrà ancora la speranza di andarsi a giocare il primo turno playoff, stavolta contro Philadelphia, ma dovrà vedersela con chi uscirà fuori dallo scontro tra Pacers e Hornets, ossia nona contro decima. Partita meno brutta di quello che la carta potrebbe dire. Anche in questo caso il fattore campo non garantisce certezze, perchè se è vero che Indiana ha dalla sua un Sabonis ansioso di dimostrare i suoi numeri anche in post season, la prima notte ai playoff di LaMelo Ball non vorrà essere solo una fugace apparizione. Dal ritorno del folletto dai capelli e dalla dentatura eccentrica, Charlotte sembra aver ritrovato il giusto smalto che ad inizio stagione aveva fatto gridare alla sorpresa. E se si considera che lo spogliatoio (o meglio la dirigenza) della città delle corse sembra essere in rotta con coach Bjorkgren, le premesse per un upset ci sono tutte.

WESTERN CONFERENCE

Era una notte lunga e tempestosa… avrebbe iniziato così il buon Snoopy alla sua macchina da scrivere, ma le nubi di burrasca sono ancora presenti a Ovest. Se la NBA potesse scegliere di mandare 16 franchigie alla post season, una buona parte dei posti spetterebbe alla Western Conference sicuramente, con un equilibrio così sottile che sono stati davvero pochi dettagli a fare la differenza. Spot numero 1 per gli Utah Jazz, che nel rush finale, e nonostante qualche infortunio di troppo, hanno avuto la meglio su Phoenix, numero 2 solo per la carta visto che ha un gioco corale che fa impazzire gli appassionati. Sarà interessante vedere i ragazzi dell’Arizona – qualora passassero il primo turno ovviamente – contro la vincente del bellissimo duello tra Denver (3) e Portland (6), con due squadre che, al top della condizione e senza infortuni, potevano essere ben più in alto. Scontro invece fra titani, e l’anno scorso ne abbiamo avuto un assaggio gustoso, quello che opporrà al primo turno i Clippers (4) e i Dallas Mavericks (5). Ed è solo il primo turno. Basta? Macchè!

I campioni in carica dei Los Angeles Lakers dovranno passare dalle forche caudine del play in. LeBron aveva tanto criticato questo torneo, ora si trova suo malgrado coinvolto. Le assenze durante la regular season per infortuni han spinto i gialloviola in basso in classifica, fino a un modesto settimo posto, con la sfida che li vedrà opposti a Steph Curry e i Golden State Warriors. Probabilmente in altro contesto questa sfida varrebbe una finale, eppure parliamo di una gara secca tra due delle migliori franchigie in circolazione. Lakers comunque in risalita nell’ultimo periodo, specie perchè se è verissimo che il “Re” è tornato a dettare la sua legge sul parquet anche dopo l’infortunio, la più lieta notizia è che Anthony Davis continua ad essere dominante. Se al duetto magico ci si aggiunge il rodaggio di Drummond, i detentori dell’anello che giocheranno in casa il play-in possono prendersi la sfida ai Suns. Occhio però a sottovalutare la Dubs Nation. Draymon Green ha promesso vendetta e Steph da solo le può vincere contro chiunque; i Warriors sono in una buona striscia positiva nell’ultimo periodo e possono anche pensare di fare il colpaccio.

Chi uscirà perdente dalla sfida non sarà però fuori dai giochi, anzi. Memphis (9) affronterà San Antonio (10) per provare a ritagliarsi la chance che si è meritata dopo una regular season sempre al di sopra delle attese e rovinata da un finale di stagione scellerato e dall’infortunio che ha allontanato Morant dal parquet per qualche tempo. Delle gare secche in programma nei prossimi due giorni quella tra Grizzlies e Spurs appare la più indirizzata. La franchigia del Tennessee ha un pacchetto lunghi invidiabile e un Ja Morant carico a pallettoni specie perchè Zion è a casa a guardare mentre lui è ancora a sudare sul parquet (e RJ Barrett ai playoff c’è già di sicuro con la sua NY). A ciò deve aggiungersi che San Antonio al completo è una squadra che in serata può vincere e perdere contro chiunque, ma che ha un White da accendi/spegni troppo spesso fuori per infortunio, un Lonny Walker IV in involuzione nell’ultima fase di stagione e un DeMar DeRozan che ha sulla schiena quel rinnovo contrattuale e la scelta dietro l’angolo. Lo 0-4, seppur contro avversarie di fascia top, con cui si è conclusa la stagione nero-argento, è inequivocabile in tal senso. Sta di fatto che, la vincente di questa gara, volesse davvero conquistarsi i Jazz al primo turno, dovrà sudare le proverbiali sette camicie nel secondo coin flip, perchè sia Warriors che Lakers sono squadre di caratura superiore.

A voi il play in, a voi la post season, a voi la NBA!