HomeNBANBA Playoffs: 3 curiosità su Houston Rockets vs Golden State Warriors

NBA Playoffs: 3 curiosità su Houston Rockets vs Golden State Warriors

Una delle sfide più interessanti dei prossimi Playoff NBA è senza dubbio quella che vedrà scontrarsi Golden State Warriors Houston Rockets. La franchigia del Texas arriva alla serie da seconda qualificata a ovest, dopo aver chiuso la stagione regolare con 52 vittorie e 30 sconfitte. La squadra di Steve Kerr, dall’altro lato, a causa di un finale di stagione regolare decisamente negativo è dovuta passare dai Play-In. Fortunatamente per Steph Curry e compagni, gli Warriors sono riusciti a vincere lo scontro diretto contro Memphis guadagnandosi immediatamente la serie contro Houston.

C’è molta attesa quindi per capire quali saranno le sorti della serie. Da un lato una squadra che deve dimostrare di non essere solo un fuoco di paglia da regular season, dall’altro una franchigia che vuole regalarsi l’ennesimo successo dell’era Stephen Curry. Abbiamo estratto tre curiosità sulla sfida, per cercare di capire quali potrebbero potenzialmente essere le chiavi di quello che si presenta come uno dei matchup più interessanti di tutta la post-season NBA.

 

Questione di esperienza?

Dal punto di vista dell’età e dell’esperienza, ci troviamo di fronte a due squadre agli esatti opposti. Con una media di 24.8 anni, questi Rockets sono la squadra più giovane nella storia della franchigia ad essere riuscita a raggiungere il traguardo delle 50 vittorie. Dall’altro lato, c’è invece una squadra che ha già vinto 4 anelli nei propri rappresentanti più importanti (Kerr, Curry e Green) e che conta 21 presenze totali all’All-Star Game sommando tutte quelle dei giocatori a roster. Per i Rockets solo una, ovvero quella di Alperen Sengun nell’All-Star Game di quest’anno.

Anche a Houston l’esperienza non manca, guardando a VanVleet e Dillon Brooks, ma di certo il core in mano a Ime Udoka è rappresentato da giocatori alla prima vera esperienza ad un livello simile. Gli Warriors possono invece fare affidamento su meccanismi ben oliati nel corso degli anni in tema Playoff e, soprattutto, hanno di recente aggiunto uno dei giocatori che in queste situazioni performa più di tutti: Jimmy Butler. Molto della sfida passerà quindi dalla capacità di Houston di alzare il livello quando conta, sapendo che con ogni probabilità i veterani della squadra di Steve Kerr non mancheranno di farlo.

Un fattore che, considerando l’età dei roster, va invece a favore dei Rockets è il fatto che Golden State arriverà alla serie non propriamente riposata. Gli ultimi match di regular season sono stati dei thriller risoltisi agli ultimi secondi o all’overtime, mentre la partecipazione ai Play-In non ha permesso alla squadra di Kerr di poter riposa adeguatamente. Da capire come tutto ciò potrà condizionare il loro rendimento.

Atletismo e tabelloni

In queste ultime stagioni, Ime Udoka è riuscito a costruire una squadra che fa di taglia, atletismo e fisicità le proprie caratteristiche più importanti. Una serie contro Houston, da questo punto di vista, si presenta come potenzialmente sfiancante per qualsiasi avversario. I Rockets sono giovani, corrono tanto e giocano forte. A dimostrarlo ci sono i dati, che parlando di una Houston quarta in efficienza difensiva, decima in rubate, 11esima in deviazioni e 13esima in stoppate. Oltre a questo, guidano la Lega in percentuale di rimbalzi offensivi e punti su secondo tentativo. Houston grazie a Sengun e Adams è in grado di regalarsi numero extra-possessi e le capacità atletiche della squadra tutta permettono ai Rockets di sfruttare al meglio questi dati.

Dall’altro lato, Golden State è una squadra molto più piccola in taglia e fisicità. Il sistema dei Warriors è diventato famoso per le proprie capacità di sfruttare lo small ball come nessun altro è in grado di fare, ma battagliare contro i corpi dei giocatori avversari non sarà facile. Non tutto però è perduto per la squadra di Kerr che, nonostante i propri evidenti limiti, ha dimostrato di saper andare bene a rimbalzo. Oltre a questo, la fame e la gioventù degli avversari non spaventa Curry e compagni. Dall’arrivo di Butler, i Warriors hanno il miglior record dell’NBA nonché il miglior defensive rating.

Un duello mascherato

Rockets e Warriors arrivano alla serie rispettivamente come seconda e settima classificata. Tuttavia, se si guarda ai dati oltre la mera superficie, la verità è che a dividere le squadre in regular season ci sono state soltanto quattro vittorie. Per questo e per altri motivi, come l’esperienza e il talento dei Warriors, al momento Golden State parte come favorita per molti siti di scommesse (-190 su BetMGM). Il duello tra le due franchigie è quindi molto più equilibrato di quello che la posizione in classifica potrebbe far presagire. Non ci sarà da sorprendersi, quindi, se la serie arriverà alle sei o sette partite. A condire il tutto con ancora più interesse c’è una storia di tensioni tra le due squadre, specialmente dopo l’ultimo scontro in stagione regolare. Udoka ha accusato più volte Curry di aver “pianto con gli arbitri” per il trattamento riservatogli dalla difesa di Houston. Draymond Green, invece, ha lottato praticamente contro tutta Houston, Sengun in particolar modo. Le premesse per seguire questa serie, di conseguenza, ci sono tutte: perdersela sarebbe un peccato madornale. Appuntamento lunedì notte alle 3.30 italiane per gara 1 a Houston.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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