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NBA Rookie of the Year: Corsa a due tra Knueppel e Flagg

D.Skerletic by D.Skerletic
21 Mar 2026
in NBA
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NBA

Credits: IPA Agency

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La regular season NBA è ormai agli sgoccioli, con diverse partite tra squadre che non hanno nulla – o quasi…- da chiedere al 2025/26.
Un buon momento per dare uno sguardo al rendimento dei giocatori al debutto nella Lega, un gruppo di rookies che è riuscito a non deludere le robuste aspettative della vigilia.
Con due ex compagni di squadra davanti a tutti.


Kon Knueppel: il tiratore totale

Kon Knueppel, guardia degli Charlotte Hornets, sta firmando una stagione da rookie quasi irreale per efficienza al tiro. Viaggia a 19,3 punti di media in 31,7 minuti, con il 48,9% dal campo, il 43,7% da tre su 8 tentativi a sera e l’87,7% ai liberi, aggiungendo 5,3 rimbalzi e 3,4 assist. È già oltre quota 240 triple segnate e ha superato il vecchio record per matricole, con la concreta possibilità di chiudere sopra le 280 triple stagionali.

Il suo profilo offensivo va oltre il puro spot‑up, dove comunque è nell’85th percentile con 1.20 punti per tiro: l’ex Duke sa mettere palla a terra, leggere i closeout e creare per i compagni, restando estremamente pulito nelle scelte. In difesa non è un fulmine di guerra e probabilmente non lo sarà mai, ma regge fisicamente sui cambi e raramente è fuori posizione, al contrario di tanti atleti al primo anno nella Lega.

Sarà interessante seguire la sua evoluzione nei prossimi anni; tecnicamente avrebbe tutto il necessario per prendere in mano le redini della sua squadra, ma potrebbe dare il meglio di se anche con il ruolo attuale, da braccio armato di LaMelo Ball.

Cooper Flagg: impatto all‑around

Cooper Flagg è l’altra grande stella della classe, il perno sul quale i Dalls Mavericks costruiranno il prossimo ciclo. In 58 partite tiene 20,1 punti, 6,6 rimbalzi e 4,5 assist di media, a cui aggiunge 1,1 recuperi e 0,9 stoppate, con circa una tripla segnata a sera.
Inizialmente Kidd ha provato ad impostarlo da playmaker, ma Flagg è un all-around che rende al meglio quando può correre in transizione e attaccare in movimento.

Notevole il suo contributo a rimbalzo, soprattutto difensivo, che gli permette di iniziare rapidamente l’azione. Fattori come qualche assenza di troppo, e l’annata ricca di problemi vissuta dal suo team, lo hanno relegato dietro Kneuppel nelle previsioni dei Bookmakers per il ROY.


Gli altri rookies in evidenza

Dietro ai due grandi favoriti, diversi debuttanti stanno costruendo stagioni molto solide per numeri e ruolo.

  • VJ Edgecombe (76ers): esterno completo che combina punti, rimbalzi e creatività. Le sue medie stagionali sono attorno ai 15,3 punti, 5,5 rimbalzi e 3,9 assist, con buon volume da tre punti, dove è già sopra le 110 triple segnate. Ha mostrato di sapersi adattare: può giocare off‑ball vicino alle stelle, ma anche portare palla quando mancano creatori primari. Il futuro di Phila è al sicuro con lui e Maxey.

  • Maxime Raynaud (Kings): lungo moderno molto efficiente scovato da Sacramento al secondo giro, in grande spolvero nelle ultime settimane e reduce da due partita di fila oltre i 30 punti. Il big man francese finisce bene al ferro, corre il campo e porta presenza costante a rimbalzo. Attivo anche lontano dal ferro, è già un riferimento affidabile nel pitturato senza aver bisogno di giochi su misura per lui.
  • Dylan Harper (Spurs): seconda scelta assoluta, playmaker di personalità che ha avuto la fortuna di finire in un team già competitivo. Il figlio d’arte ha accettato il ruolo di guastatore uscendo dalla panchina, risultando spesso difficile da contenere quando attacca il canestro. Le percentuali da fuori non sono brillanti, ma è probabilmente l’unico difetto reale del suo gioco. Un problema da risolvere, per guidare nel futuro la franchigia texana insieme al fenomeno Victor Wembanyama.

D.Skerletic

D.Skerletic

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