Inizio di stagione sulle montagne russe per Coach Vitucci & Co.
Una Treviso che si presentava ai nastri di partenza con pochi rimaneggiamenti del roster, a conferma di un progetto di continuità, sorprende tutti con la prima vittoria nel derby veneto contro la Reyer. Poi un filotto di sconfitte, anche molto pesanti, come quella casalinga contro Trieste, che lascia presagire lo spettro di un remake in chiave 2024 dello scorso avvio di stagione. Momenti di tensione, con la tifoseria storica in piena protesta a partire dalla sconfitta interna con Trento, a culminare con lo sciopero del tifo in casa con Scafati.
E qui quando meno te lo aspetti, è venuta fuori tutta la qualità dei campioni bianco-azzurri, primo su tutti Osvaldas Olisevicius.
Il “Re Vichingo”, come ormai amano chiamarlo sule rive del Sile, è stato incoronato come il leader indiscusso della compagine trevigiana e catalizzatore delle good vibrations di un gioco offensivo ritrovato e preciso e di una difesa solida e reattiva.
Come un novello Don Chisciotte della Marca, affiancato da un ritrovato scudiero come Bruno Mascolo alla guida delle manovre, l’arciere Ky Bowman fa sognare un po’di NBA, il redivivo bello addormentato chef Paulicap, la fioritura invernale del gioiellino David Torresani, il lituano sta con determinatezza scacciando i mulini a vento del gioco impreciso e inconcludente dei primi match.
Canto del cigno o preludio a una stagione da incorniciare per Treviso?
I risultati
Dopo l’inattesa e fuorviante vittoria iniziale al Taliercio, Treviso ha oggettivamente affrontato un calendario ostico, sconfitta da cinque tra le più papabili contender e pretender all’ingresso nei play-off e al titolo, e fissando con la vittoria esterna di Napoli il suo parziale di starting season a un più che degno 3-5, che la fa risaltare nella parte alta di destra della classifica generale (troppo presto per parlare…ma non succedeva da diverso tempo).
Ripercorrendo la via verso la 9° giornata:
Non fa testo la vittoria esterna su una Reyer in crisi di identità che illude troppo presto.
La prima in casa con Trapani mette in luce una difficolta di creazione di gioco e una difesa burrosa degli uomini di Vitucci, di fronte alla vera rivelazione di questa stagione che a fronte delle mille polemiche e chiacchiericci, sta ad oggi dimostrando sul campo di meritare una posizione di vertice. Con un roster di caratura internazionale ben amalgamato e un gioco concreto ed estremamente divertente potrebbe diventare il terzo incomodo tra Milano e Bologna.
Poi le pesanti sconfitte a Reggio e in casa contro la capolista Trento (ad oggi in tutto e per tutto imbattibile e meritatamente alla guida del campionato) atterrano definitivamente i sogni di gloria del Palaverde. I trevigiani dovranno deglutire amaramente la brutta sconfitta interna con i cugini di Trieste (l’altra rivelazione assieme agli Sharks) per poi presentarsi a Bologna nella sesta giornata con un’idea di gioco quantomeno rinfrancata.
È proprio contro le V Nere che iniziano a risvegliarsi l’orgoglio e gli uomini di qualità di Vitucci, a partire dal pluricitato Olisevicius, iniziando a intravedere qualcosa di buono che si materializzerà la giornata successiva.
Contro la Scafati di coach Marcelo Nicola e degli ex Zanelli e Sorokas, con tifosi in pieno sciopero per la carenza di “attributi” della squadra, Bruno Mascolo sale in cattedra e sfodera una prestazione da MVP e trascinatore con il suo career-high in LBA, portando di nuovo ossigeno con una vittoria fondamentale per la fiducia.

Nell’ottava giornata con la trasferta a Napoli, tra le macerie di una disgregata compagine azzurra, Ky Bowman si ricorda di aver fatto quattro tiri al posto di Curry a Golden State e affonda le speranze di rilancio del Palabarbuto, decretando di necessità anche l’esonero di coach Milicic.
L’anticipo interno contro Pistoia di sabato 30 Novembre sarà certamente uno snodo critico per l’avvio di stagione dei bianco-azzurri, potendo aprire le porte a un rilancio verso la tanto agognata stagione da play-off, o al contrario facendo ripiombare tra le ortiche la fiducia e le aspettative dei tifosi.
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