Con un investimento complessivo da 822 milioni di dollari per i rinnovi di Shai Gilgeous-Alexander, Chet Holmgren e Jalen Williams, gli Oklahoma City Thunder sembrano destinati a superare il temuto “second apron” della NBA. Tuttavia, la strategia lungimirante del GM Sam Presti promette di evitare conseguenze disastrose e garantire la sostenibilità del progetto vincente nel lungo termine.
Le tre stelle blindate: oltre 800 milioni di dollari
Reduce da una stagione storica, culminata con il titolo NBA e la doppia consacrazione come MVP della regular season e delle Finals, Shai Gilgeous-Alexander ha firmato un’estensione quadriennale da 285 milioni di dollari, diventando il giocatore con la media salariale annua più alta nella storia della lega (70 milioni), passato poi da Devin Booker qualche giorno dopo. A ruota sono arrivati i rinnovi di Chet Holmgren, con un contratto da 250 milioni in cinque anni, e di Jalen Williams, altro All-Star, che ha siglato un quinquennale da 287 milioni. I tre resteranno sotto contratto almeno fino alla stagione 2030-31.
Il piano Presti: flessibilità e profondità
Presti ha costruito questa situazione con anni di scelte oculate, basandosi su tre pilastri:
- Draft intelligente: sfruttando le tante scelte accumulate dagli scambi di Westbrook, George, Paul e altri veterani, ha costruito una squadra giovane e talentuosa a basso costo iniziale.
- Contratti flessibili: molti giocatori chiave, come Luguentz Dort, Alex Caruso e Aaron Wiggins, hanno firmato accordi pluriennali team-friendly, spesso con opzioni favorevoli per la franchigia.
- Nessun contratto tossico: ogni giocatore a roster ha un contratto sostenibile, evitando le zavorre che limitano altre contender.
I nomi della profondità vincente
Durante la cavalcata al titolo 2025, la profondità è stata decisiva. Isaiah Hartenstein, firmato a 87 milioni in tre anni (con team option finale), ha dato fisicità sotto canestro. Dort e Caruso sono stati fondamentali nella metà campo difensiva, mentre Wiggins, con il suo contratto decrescente, rappresenta un lusso in panchina. Anche Isaiah Joe e Cason Wallace hanno avuto ruoli chiave, grazie a stipendi ridotti.
Evitare il secondo apron: il genio di Sam Presti
Contrariamente ad altri team come i Celtics, costretti a smantellarsi a causa delle regole del nuovo CBA, i Thunder possono continuare a investire senza superare il secondo apron. Questo grazie a:
- Un nucleo giovane già sotto contratto
- Scelte future ancora disponibili
- Contratti costruiti con intelligenza gestionale
Il motivo principale per cui Hartenstein ha firmato con i Thunder in free agency è che, all’epoca, l’unico giocatore a guadagnare più di 30 milioni di dollari a stagione era Shai Gilgeous-Alexander. Anche se molti non considerano Hartenstein un centro di primissimo livello da 30 milioni, Sam Presti gli ha offerto questo contratto per puntare subito al successo e mantenere flessibilità in vista dei futuri rinnovi di SGA, Holmgren e Williams.
Hartenstein ha firmato un contratto triennale da 87 milioni di dollari prima della stagione 2024-25. L’ultimo anno dell’accordo prevede una team option da 28,5 milioni che Presti potrà – e con ogni probabilità vorrà – esercitare.
Un altro elemento chiave del successo dei Thunder è Dort, il mastino difensivo del quintetto titolare. Da undrafted e poco considerato come tiratore, è diventato uno dei migliori interpreti del ruolo 3-and-D della NBA. Il suo percorso è stato notevole.
Alla scadenza del suo primo contratto, Presti e i Thunder gli hanno proposto un quinquennale da 82 milioni di dollari che, alla luce delle sue doti su entrambi i lati del campo, oggi è considerato uno dei migliori affari della lega. Anche lui ha una team option nell’ultima stagione del contratto (2026-27) da 18,2 milioni.
Anche l’estensione quadriennale da 81 milioni firmata da Caruso a dicembre è estremamente vantaggiosa per la squadra. Non grava eccessivamente sul monte salari, e Presti può continuare a contare su di lui come veterano fondamentale per unire il primo e il secondo quintetto.
Infine c’è Wiggins, che ha firmato un contratto quinquennale da 45 milioni strutturato in modo decrescente: ha guadagnato 10,9 milioni nel primo anno e ne guadagnerà 8,3 nell’ultimo, la stagione 2028-29, quando i Thunder avranno una team option sul suo accordo.
In un’NBA dove molte franchigie operano su finestre ristrette di due-tre anni, Oklahoma City ha già gettato le basi per un dominio sostenibile. La visione di Sam Presti è chiara: vincere oggi, restare competitivi domani.
La dinastia Thunder, almeno sulla carta, è appena cominciata.
