6- Olympiacos Pireaus (-1)
30 minuti di sofferenza pure, dove coach Bartzokas e i suoi non riescono a trovare ritmo offensivo e, nella metà campo difensiva, faticano a stoppare l’attacco del Partizan. Poi un ultimo periodo dove la partita si è capovolta: l’attacco serbo fatica a trovare canestri e la tenuta difensiva e mentale scema, consentendo ai greci di trovare con molta più facilità la via del canestro e ribaltare una sentenza che sembrava già scritta.
5- Fenerbahçe Beko Istanbul (+1)
Parlare di un successo con 35 punti di margine non sarebbe stato facile. Per fortuna ci ha pensato bene Nigel Hayes-Davis a darci spunti. La sua prestazione ai limiti dell’immaginabile (50 punti con un incredibile 18/27 al tiro) ha riscritto una pagina di storia, non solo per il club turco, ma anche dell’intera EuroLeague, di cui ora Nigel è il miglior realizzatore in una singola partita.
4- FC Barcelona (=)
La sveglia è suonata, e il Barcellona ha iniziato a macinare gioco: il +18 dopo 30′ è un chiaro segnale alle altre contendenti sulle intenzioni bellicose dei catalani ai playoff. Una prova di forza arrivata soprattutto dagli esterni, spesso non produttivi come potrebbero e devono fare. Col loro contributo, gli spazi per il duo Vesely-Parker sono diventati piscine dove i due hanno sguazzato facendo quello che volevano.
3- AS Monaco (=)
Alla prima pausa la partita sembrava già incanalata sui giusti binari, ma il Monaco ha dovuto tirare fuori tutte le sue armi migliori per vincere una partita che aveva quasi perso. L’extra sforzo dell’ultimo periodo, più a livello difensivo che offensivo, si è reso necessario complice due quarti centrali in cui la squadra di Montecarlo è passata dal +11 al -5. Ovviamente il maggior talento dei singoli ha poi fatto la differenza nel finale.
2- Panathinaikos AKTOR Athens (=)
Panathinaikos che vive di rendita su un primo periodo giocato in modo eccezionale, cui però non riesce a dare seguito. Lessort è inconcludente, allora servono le prove di Sloukas, Nunn (autore del canestro decisivo) e Grant, che difende in maniera superba sui piccoli della Virtus, ricordandosi lo splendido lavoro che fece due anni or sono nelle finali Scudetto in maglia Olimpia.
1- Real Madrid (=)
30 minuti di spettacolo, ma quando poi c’è in palio una vittoria, si deve anche badare al sodo. Nonostante la serata dell’ex di turno, Hanga (31 punti) il Real è sempre rimasto in partita. Quando c’è stato il momento clou, la formazione iberica ha fatto uno switch mentale, alzando notevolmente l’impatto difensivo, senza diminuire l’efficacia offensiva, con un Musa tornato finalmente protagonista e attore principale di un attacco che sa trovare sempre interpreti diversi.
