6- Fenerbahçe Beko Istanbul (=)
Un Feberbahçe in versione scintillante quello di scena in questo turno. L’attacco gira a meraviglia, trovando percentuali superlative dentro e fuori dal pitturato con tutti i giocatori, tant’è che i lunghi vengono un pochino dimenticati viste le percentuali realizzative degli esterni. La partita si mette in discesa nel secondo periodo, quando l’attacco giallonero mette a tabellone 35 punti, aprendo e chiudendo la partita.
5- Olympiacos Pireaus (=)
Un derby vinto è sempre un derby vinto. Un avvio pessimo, che la formazione di Bartzokas riesce subito a rimettere in sesto, dando poi la spallata decisiva nel secondo tempo sulle ali di un Wright da 100% al tiro, che stravince il duello con Lessort. Il 21% da oltre l’arco potrebbe essere una sentenza in negativo, ma dentro l’area i biancorossi sono ingiocabili tanto in attacco quanto in difesa.
4- Panathinaikos AKTOR Athens (-1)
Sconfitta che fa rumore. Già, perchè il pronostico era a favore della formazione del presidente Giannakopoulos, vista anche l’assenza di Milutinov sotto le plance, unico in grado di poter contrastare Lessort. E invece è proprio nel pitturato che la formazione di Ataman stecca alla grande: 35% di realizzazioni, ma è a livello corale che la squadra fatica. Troppo pochi i 9 assist complessivi per pensare di innescare adeguatamente i lunghi, col solo Mitoglu in grado di dare un contributo alla causa.
3- AS Monaco (+1)
Mike James non brilla (7/22) e la formazione di Obradovic fatica tremendamente a scrollarsi di dosso l’Alba Berlino. Avvio terrificante, da -13 alla prima sirena, ribaltato immediatamente. Quando, però, serve dare la frustata alla partita, la squadra monegasca non riesce a far valere l’enorme differenza di talento e qualità rispetto l’avversaria. Il James che si ostina a tirare nonostante non sia in serata rischia di essere dannoso per la sua squadra.
2- FC Barcelona (=)
Superato lo scoglio Partizan ,i catalani vedono il secondo posto. Partita equilibrata per 20 minuti, con Vesely e compagnia che cambiano marcia nella ripresa. Il 37/58 dal campo la dice lunga sulla serata dei giocatori blaugrana, che fanno girare la palla a meraviglia, trovando sempre ottime soluzioni al tiro, che si trasformano in canestri a ripetizione. Un buon segnale in vista della sempre più probabile post season, che li attende come protagonisti.
1- Real Madrid (=)
Ci eravamo lasciato con un Real che pareva in crisi. Bene, crisi archiviata. a Bologna torna in “vecchio” Real, quello che si insinua dentro le strategie avversarie limitando tutte le fonti di gioco primarie e secondarie. Poirier torna a farsi sentire dentro l’area in attacco e in difesa, Campazzo è chirurgico nel finale, ma è il gran lavoro di Abalde su Belinelli la vera chiave della sfida, col capitano bianconero cui sono state tolte tutte le possibilità di aprire il fuoco dalla lunga distanza.
