Un indizio è un indizio. Due indizi sono una coincidenza, ma dal terzo in poi si parla di prove. L’Olimpia Milano e il 3° quarto delle sfide di EuroLeague sono ormai arrivati a un livello di inconfutabilità nel non capirsi reciprocamente, col piccolo dettaglio che le conseguenze negative di questo scontro gravano unicamente sulla squadra di Ettore Messina e i risultati finali a tabellone.
Nell’attuale stagione di EuroLeague, vale la pena sottolineare l’andamento dei primi 10′ al rientro degli spogliatoi, specialmente rapportato al rendimento negli altri 30′ di tempi regolamentari: 19-24 a Istanbul col Fener; 28-32 tra andata e ritorno con l’Olympiacos (13-9 a Milano, 13-25 al Pireo); 19-25 al WiZink Center di Madrid; 47-45 nel doppio confronto con l’ALBA Berlino (24-22 alla Mercedes-Benz Arena, 22 pari al Forum); 20-25 col Maccabi; 11-17 in casa col Monaco; 39-37 nel combinato con Valencia (20-8 l’andata, 19-29 il ritorno); 23-20 alla Segafredo Arena; 27-52 con l’Efes (20-22 ad Assago, 7-30 nella più recente sconfitta di Istanbul); 41-25 tra andata e ritorno con la Stella Rossa (25-15 a Belgrado, 16-10 al Mediolanum Forum); 21-18 nella sconfitta casalinga con lo Zalgiris; 39-41 nella doppia sfida col Bayern (13-11 all’Audi Dome, 16-20 a Milano); 18-22 nella rimonta subita alla Stark Arena; 27-40 nel computo col Barcellona (17-19 al Palau, 10-21 in casa); 21-12 con l’Asvel; 28-31 col Pana (15-18 a Milano, 13 pari a O.A.K.A.); 14-17 nella pur vittoriosa gara col Baskonia.
Totale? 442-483. -41 di differenziale, -1.64 per partita. Se fosse in media col resto della gara, il differenziale totale sarebbe -164, -6.56. Il differenziale totale delle sfide di Milano, nonostante il record ampiamente negativo sinora della campagna europea (10-15), tra punti segnati e subiti è +12 (+27, per quel che può contare, nei confronti di quello della Virtus 3° in classifica), +0,48 a gara.
Che sia l’approccio al rientro dagli spogliatoi la singola componente più impattante dell’attuale 13° posto dell’Olimpia Milano? I numeri lo suggeriscono, nemmeno a voce troppo bassa.





