Per LBATV, Max Menetti ha ricostruito il lungo problema del playmaker dell’Olimpia Milano, aperto dopo gli addii di Sergio Rodriguez e Malcolm Delaney. Un tema che si trascina da anni e che, nel suo ragionamento, passa attraverso una serie di nomi, contesti e aspettative quasi sempre disattese.
Una lista di occasioni mancate
Il primo caso citato da Menetti è quello di Naz Mitrou-Long, arrivato dopo una grande stagione a Brescia ma poi in difficoltà a Milano, descritta come “una piazza veramente molto difficile da approcciare, soprattutto per i giocatori”. Poi tocca a Kevin Pangos, atteso con grandi aspettative ma frenato da problemi fisici che non gli hanno mai permesso di ritrovare il proprio livello.
Lo stesso schema si ripete con Nenad Dimitrijevic, partito con grandissima aspettativa e protagonista in Supercoppa, salvo poi finire completamente fuori dalle rotazioni. E infine Lorenzo Brown, forse il caso più emblematico: secondo Menetti, il playmaker doveva essere quasi un giocatore alfa, ma non ha mai accettato un ruolo di secondo livello, fino a chiudere il suo percorso addirittura fuori squadra.
Guduric come soluzione condivisa
Nella parte finale della sua analisi, Menetti spiega come oggi Milano stia cercando una strada diversa, più distribuita e meno dipendente da un singolo creatore di gioco. Guduric sta raccogliendo tanti minuti da playmaker, con un rendimento che, secondo l’analisi di LBATV, risulta migliore in Eurolega rispetto al campionato.
L’Olimpia, insomma, prova ad andare avanti con qualcosa di più condiviso, dando grande spazio a Guduric in quella posizione. Una soluzione di necessità, ma che al momento sembra quella su cui la squadra sta costruendo il proprio equilibrio.
