6- Olympiacos Pireaus (+1)
Il Nikola Milutinov show ha portato i greci a sconfiggere il Maccabi. Per il lungo serbo una prestazione da 20 punti e 20 rimbalzi, la metà di quelli complessivi di squadra. Quando hai un giocatore in questo stato di grazia, anche i compagni tirano con meno ansia, ben sapendo che c’è chi può rimediare a un loro errore. Così facendo, i tiratori alzano le loro percentuali, come accaduto all’Olympiacos.
5- Fenerbahçe Beko Istanbul (=)
Scoppola tremenda quella di Kaunas, con i giallo neri che non trovano mai la forza per reagire al ritmo imposto dallo Zalgiris. Percentuali al tiro parecchio deficitarie, appena 13 assist messi a referto e il solo Wilbekin che prova a salvare capra e cavoli: sicuramente troppo poco per far si che da Kaunas si possa uscire senza le ossa rotte. Manca Hayes e si sente eccome.
4- Panathinaikos AKTOR Athens (=)
Tre periodi in cui capire che possa spuntarla è come lanciare una monetina, poi nel quarto decisivo la potenza di fuoco del Pana si scatena. La squadra di coach Ataman alza notevolmente l’asticella offensiva e, contemporaneamente, quella difensiva, imbrigliano Obradovic e i suoi in una tenaglia dalla quale non possono uscire. Tutto amplificato all’ennesima potenza dai soli 8 errori da dentro l’arco.
3- Virtus Segafredo Bologna (=)
Vittoria sì, ma col brivido. Ai tifosi presenti sugli spalti, a quelli davanti alla TV e persino a coach Banchi deve essere spuntato qualche capello bianco in più rispetto a poche ore prima. Una partita iniziata bene si stava per trasformare in un incubo: dal +9 dopo 10 minuti al -9 dopo 30. In mezzo un parziale di 44-26 che ha fatto pensare alla sorpresa, salvo poi mettere tutto a posto con un ultimo quarto da 28-9, con l’ASVEL che si è smarrito a pochi passi dal traguardo finale.
2- FC Barcelona (=)
Brutta sconfitta in quel di Istanbul. Non perché i catalani non possano perdere, ma per le modalità con cui questa è arrivata. La squadra è sembrata senza idee, specie nel comparto esterni dove l’assenza di Laprovittola si è fatta sentire eccome. Non solo dal punto di vista difensivo, tant’è che Larkin e Beaubois hanno fatto bello e cattivo tempo, ma anche nella metà campo offensiva è mancato un giocatore estroso capace di cambiare l’inerzia della sfida con una giocata. Poi il 3/17 dall’arco di chi non si chiama Kalinic è una sentenza.
1- Real Madrid (=)
Senza Tavares e Lull il Real si sgretola a Montecarlo, lanciando il primo vero segnale negativo della sua, finora, strepitosa stagione. La difesa di coach Mateo, specie dentro l’area, è un colabrodo e concede al Monaco di chiuder con oltre il 60% da due punti. Poirier è ectoplasmatico e non fornisce a Campazzo un valido supporto cui dare il là in attacco. Potrebbe essere solo una coincidenza, ma presto avremo la prova del nove.





