Il baratro di fine girone d’andata sembra ormai un ricordo per la Pallacanestro Cantù. Dopo aver toccato il fondo della classifica in coabitazione con Treviso, la formazione brianzola ha saputo invertire la rotta grazie a una provvidenziale rivoluzione tecnica e a innesti mirati a roster. Ecco l’analisi fatta sulla stagione canturina da La Gazzetta dello Sport.
A quattro mesi di distanza da quel momento critico, la prospettiva si è ribaltata: conquistando una vittoria nell’imminente sfida in trasferta contro un’Udine già aritmeticamente salva, i biancoblù festeggerebbero la permanenza nella massima serie con ben due turni di anticipo. Si tratta di un traguardo costruito passo dopo passo, spinto da un rendimento recente notevole che parla di tre successi nelle ultime quattro uscite e di un fattore campo tornato determinante. E se l’assalto in Friuli dovesse fallire, le speranze resterebbero intatte: Cantù avrebbe a disposizione una seconda occasione d’oro nel successivo scontro diretto con Treviso, senza contare che la salvezza potrebbe arrivare anche in caso di sconfitta del Banco di Sardegna contro una corazzata come la Virtus Bologna.
La bagarre per non retrocedere, complice l’anomalia di questa stagione a 15 squadre che prevede una sola discesa in A2 dopo l’esclusione di Trapani, è ormai circoscritta a tre sole contendenti. Considerando che Napoli e la stessa Udine sono blindate dalla matematica e dagli scontri diretti anche in scenari di arrivi multipli a pari punti, la corsa alla salvezza è un affare esclusivo tra Cantù, Treviso e Sassari. Lo stato di forma delle rivali dirette racconta due storie diametralmente opposte. I veneti sono in piena ascesa, rivitalizzati da quattro vittorie nelle ultime cinque partite; i sardi, al contrario, sembrano in caduta libera. La Dinamo è reduce da sei sconfitte consecutive (undici nelle ultime tredici) e, oltre a osservare il turno di riposo in questa giornata, dovrà affrontare un finale di stagione da brividi contro le prime due forze del campionato. Se Cantù dovesse sbancare Udine, volerebbe a un incolmabile +6 proprio sulla formazione isolana.
Il volto principale di questa clamorosa metamorfosi siede in panchina ed è quello di Walter De Raffaele. Chiamato in corsa dal gm Sandro Santoro per raddrizzare una stagione che pareva compromessa, l’allenatore livornese ha saputo riaccendere l’entusiasmo della squadra. Il tecnico pluriscudettato ha rivelato come l’accettare la panchina brianzola sia stata una scelta di pancia, dettata dal bisogno di cimentarsi in una sfida vibrante e ricca di pressioni, mettendo momentaneamente in stand-by il desiderio di allenare all’estero. A convincerlo è stato il calore storico della piazza, la competenza dell’ambiente e, soprattutto, la visione a lungo termine della società: il progetto di mantenere la categoria per poi costruire un futuro solido, che culminerà con l’ingresso nel nuovo palasport attualmente in via di completamento.
