La Openjobmetis Varese torna da Trento con un KO bruciante, forse il più difficile da digerire: 87-85 per la Dolomiti Energia, deciso da un libero di Olivari a sette secondi dalla sirena, regalato dal fallo tecnico di Duke nel momento peggiore della partita.
Varese aveva rimontato fino a ribaltare un passivo di undici punti al 29′, costruendo punto dopo punto una vittoria che sembrava finalmente a portata di mano. Poi, nel giro di pochi secondi, tutto è andato in fumo. Il tecnico di Duke è la sintesi plastica di una serata storta: un errore evitabile, scellerato nei tempi e nelle conseguenze, che ha consegnato a Trento la vittoria su un piatto d’argento. Ecco l’analisi della sfida che ci offre La Prealpina.
Diciotto palle perse e trentasette falli: i numeri che pesano
Al di là dell’episodio finale, i numeri raccontano una partita gestita male per larghi tratti. Diciotto palle perse e trentasette viaggi in lunetta concessi agli avversari sono cifre incompatibili con l’obiettivo di vincere, indipendentemente dall’avversario. Il quarto periodo ha mostrato qualcosa di positivo sul piano difensivo, ma non è bastato a compensare quanto dissipato nei minuti precedenti.
Ismael Kamagate ha giocato appena quindici minuti, nella serata peggiore di Nate Renfro. L’apporto di Librizzi e Ikangi è rimasto al di sotto delle aspettative, mentre le assenze di McDowell-White e Della Valle hanno ulteriormente ridotto i margini di manovra. Tre delle quattro grandi firme dell’estate, per ragioni fisiche diverse, non riescono a esprimere il livello per cui sono state ingaggiate.
Varese, un organico incompleto e troppi rimpianti
Il risultato è una squadra che, nella sua versione attuale, appare lontana dai traguardi immaginati in estate. Una formazione che sembra poter contare su un solo vero playmaker, su un’aggiunta di lusso e su mezzo pivot titolare: un organico incompleto, che fatica a competere quando le cose si complicano. Una situazione da «vorrei ma non posso», per dirla con una formula che calza perfettamente.
Salvo errori e omissioni — troppe, stavolta — questa Varese aveva il match in mano. Sprecarlo così fa ancora più male.







