HomeLega BasketPallacanestro Varese e NBA Europe: la scelta coraggiosa di Luis Scola

Pallacanestro Varese e NBA Europe: la scelta coraggiosa di Luis Scola

«È più varesino Luis Scola di tanti varesini di nascita». La frase pronunciata da Toto Bulgheroni a La Prealpina, di fronte al timore di un possibile trasferimento della Pallacanestro Varese, suona come una solida garanzia di continuità che va ben oltre gli 80 anni di gloriosa storia del club. Si tratta di una certezza fondamentale, specialmente alla luce dell’operazione in fiera legata a NBA Europe, in un momento storico caratterizzato dalla “caccia grossa” dei capitali americani nei confronti dei club provinciali della nostra massima serie.

La diaspora dei titoli della massima serie verso Roma

Le cronache hanno ormai ufficializzato una notizia che nell’ambiente circolava da mesi: la cessione della Vanoli Cremona a un gruppo di investitori stranieri guidati dall’ex manager NBA Donnie Nelson e dalla stella slovena Luka Doncic, con il montenegrino Blagota Sekulic in pole position per la panchina. Il trasferimento di sede — uno strumento storico del regolamento FIP che non veniva applicato in Serie A dal 1999, anno del passaggio di Gorizia a Pesaro — cancella una splendida realtà di provincia, forte di 17 stagioni nella massima serie e di una Coppa Italia in bacheca.

Tuttavia, c’è un altro titolo sportivo in viaggio verso la Capitale. Si tratta di quello di Trieste, nel mirino di Paul Matiasic, l’avvocato di San Francisco proprietario del club giuliano dal gennaio 2023 e fortemente interessato a rilanciare il basket nell’Urbe. Dopo aver tentato la via con Scafati (che ha rifiutato un’offerta da 3,5 milioni) e con Brescia (si rumoreggia di una proposta da ben 6 milioni, a fronte dei circa 2,5 versati per Cremona), Matiasic ha messo in vendita Trieste per una cifra stimata attorno ai 5 milioni di euro. Agli eventuali acquirenti ne serviranno altrettanti per programmare la stagione 2026/27.

Luis Scola e la scelta del radicamento a Varese

In attesa che la nebbia intorno a queste trattative si diradi, l’unico dato certo è che il prossimo anno Roma avrà due squadre in Serie A, a discapito di due piazze che hanno disputato altrove l’ultima stagione. Il fenomeno non si ferma qui: dopo la cessione di Napoli la scorsa primavera all’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta — pronto a investire per la costruzione di un nuovo palasport da 15.000 posti — anche la Virtus Bologna potrebbe passare in mani statunitensi nei prossimi mesi, data la trattativa in corso con un fondo americano interessato al nuovo impianto.

In questo scenario, qual è la posizione di Varese? Sotto la cima del Sacro Monte si parla straniero ormai da quasi cinque anni, ma Luis Scola si è “varesinizzato”. Non lo testimoniano solo la scelta di stabilire qui la residenza con tutta la famiglia, ma la capacità di coinvolgere capitali senza vincoli di provenienza (dai private equity sudamericani fino a Paolo Orrigoni) all’interno di un progetto fortemente radicato sul territorio, basato su vivaio, logistica e capitale umano. Non a caso, durante la definizione della partnership con Redbird, i punti fermi e non negoziabili hanno riguardato proprio il vincolo assoluto di mantenere la squadra a Varese.

Il sacrificio di San Donato per il rilancio europeo

La prospettiva di NBA Europe, con una partenza stimata tra il 2028/29 e il 2029/30, appare sempre più concreta per una Pallacanestro Varese capace di rendersi estremamente attrattiva per gli investitori legati alla parte logistica (grazie al nuovo impianto a San Donato Milanese) e finanziaria, pur mantenendo l’autonomia della gestione tecnico-sportiva.

Il chiaro obiettivo di disputare la Basketball Champions League (BCL) di FIBA già nella prossima stagione, con il probabile sforzo di alzare il budget entro fine giugno grazie all’investimento diretto degli attuali stakeholder, rappresenta un segnale inequivocabile. La Serie A rischia di spaccarsi definitivamente in due blocchi: le super-ricche e le iper-provinciali. Varese ha resistito per 17 anni consecutivi nel secondo gruppo, ma grazie a NBA Europe ha oggi la grande opportunità di tornare nei piani alti del basket continentale. Spostarsi a San Donato per le sfide infrasettimanali del nuovo torneo europeo è un prezzo tollerabile per il tifoso biancorosso, se la domenica all’Itelyum Arena si tornerà finalmente a respirare l’aria dell’alta classifica. L’alternativa è l’immobilismo, con il costante rischio che l’anno sfortunato possa interrompere una storica striscia di campionati consecutivi nella massima serie.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!