Quattro anni, una bacheca piena e un ciclo completato. Alec Peters lascia l’Olympiacos e sceglie l’Olimpia Milano: una decisione che, secondo l’analisi di Giannis Fileris su SPORT24, affonda le radici soprattutto in una questione di ruolo.
Peters arriva al Pireo per giocare alle spalle di Sasha Vezenkov. Quando Vezenkov vola in NBA, l’americano si prende la scena da titolare e risponde con numeri di alto livello: 13.1 punti di media, 58.6% da due e 53.5% da tre. Con il ritorno del lungo bulgaro, però, Peters scivola nuovamente in seconda posizione nel reparto dei power forward. Professionale e prezioso come sempre, ma con uno spazio ridotto rispetto a quello che sente di poter cercare in questa fase della carriera.
Milano si muove prima, il Pireo insegue
La svolta arriva quando l’Armani Milano contatta Peters in un momento in cui l’Olympiacos non ha ancora avviato trattative concrete per il rinnovo. Una volta che al Pireo diventa chiaro che il giocatore ha già un piede in Italia, scatta il tentativo di recupero: secondo SPORT24, il club greco mette sul tavolo un’offerta economica importante, con una durata contrattuale in linea con le aspettative del giocatore.
La pressione non si ferma ai numeri. Dopo le Final Four arrivano manifestazioni d’affetto pubbliche, e persino una visita a casa da parte della dirigenza accompagnata da una rappresentanza di tifosi. Peters avrebbe avuto i suoi momenti di dubbio, ma non ha mai ritirato il sì già dato a Milano.
Nel corso della stagione non erano mancate piccole tensioni: SPORT24 ricorda l’esclusione dalla lista stranieri nella finale di Coppa di Grecia, una scelta che Georgios Bartzokas aveva spiegato direttamente al giocatore in un colloquio faccia a faccia.
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Un nuovo capitolo da protagonista
Peters lascia il Pireo a 31 anni con un palmarès costruito insieme all’Olympiacos: EuroLeague, campionati greci, Coppe di Grecia e Supercoppe. Nel video d’addio ha dichiarato che il club resterà nel suo cuore, ma la scelta è fatta.
A Milano non arriva come specialista inserito in un sistema già definito, ma come giocatore che cerca e trova una centralità tecnica diversa. L’Olimpia gli offre un ruolo da protagonista in EuroLeague e la possibilità di aprire una nuova fase della carriera con responsabilità maggiori.
