A margine dell’eliminazione dalla semifinale playoff, il direttore generale della Virtus Bologna Paolo Ronci ha preso la parola con tono diretto, mescolando i complimenti alla Reyer con una riflessione amara sulla stagione dei bianconeri.
L’esordio è stato di fair play:
«Mi unisco nei complimenti alla Reyer per aver raggiunto la finale, auguro il meglio a patron Brugnaro e al presidente Casarin, che possano giocare in finale lo stesso tipo di pallacanestro che hanno giocato in questa serie.»
Poi Ronci ha elencato una serie di assenze che, a suo dire, hanno condizionato pesantemente il cammino della squadra. Pajola fuori per cinque mesi a causa di un doppio infortunio al ginocchio, Matt Morgan che ha saltato sette gare per un colpo fortuito, Alston costretto all’operazione con inserimento di una vite dopo una frattura scomposta, e infine Vildoza, anche lui vittima di un trauma diretto. Un elenco lungo, che il DG ha sintetizzato con una considerazione precisa: la Virtus è stata statisticamente la squadra più colpita da infortuni di questo tipo nel corso della stagione.
I calzini di Edwards e le polemiche fuori dal campo
È qui che il tono di Ronci si è fatto più pungente. Secondo il dirigente bianconero, mentre la squadra accumulava defezioni su defezioni, il dibattito attorno alla Virtus si è concentrato su tutt’altro: i calzini indossati da Edwards e la direzione del suo sguardo durante i timeout.
«Se ci fosse stata più attenzione sul campo e meno ai calzini e a dove guardavo io, magari avremmo avuto più fortuna. Ma sono i playoff: ogni anno impariamo qualcosa. Quest’anno abbiamo imparato che le fratture e le provocazioni contano meno dei calzini.»
Un passaggio che suona chiaramente come una frecciata verso chi, a suo avviso, ha alimentato polemiche marginali invece di concentrarsi su ciò che accadeva in campo.
Ronci ha poi chiuso con un riferimento al caso Hackett, che aveva scontato due giornate generando qualche preoccupazione nello staff, e con un messaggio sul futuro: «Siamo la Virtus, abbiamo tutto per ripresentarci con questo ruolo di guastatori». Prima di tutto, però, ha tenuto a ribadire che i dati sugli infortuni sono oggettivi, e che il primo pensiero rimane comunque per la Reyer, che va in finale meritatamente.
