E ALLA FINE ARRIVA COLBEY ROSS. SERVE UNA SERIE D’INVENZIONI DEL PLAYMAKER EX VARESE E TORTONA PER CHIUDERE UNA VERA E PROPRIA BATTAGLIA ED AVER RAGIONE DI UNA BUONA NAPOLI. 79-84 IL FINALE AL PALABARBUTO, DA QUEST’ANNO ALCOTT ARENA, CON COACH MAGRO CHE HA L’ATTENUANTE DELL’ASSENZA DI RASIR BOLTON PER INFORTUNIO.
Sorride la Pallacanestro Trieste, si mangia le mani una buonissima Napoli che paga i problemi di falli nel finale dopo aver giocato un ottimo basket, pur priva di Rasir Bolton, forfait dell’ultimo momento per una contrattura inguinale. La guardia statunitense prova fino alla fine a stringere i denti ma è costretta a guardare dalla panchina. Nel finale decide la gara Colbey Ross, a lungo sonnacchioso, a tratti quasi irritante, ma decisivo nel finale, stavolta in positivo dopo il mezzo disastro combinato contro Trapani.
MVP Colbey Ross
Ancora una volta è sesto uomo di lusso nelle rotazioni di Israel González, il suo avvio sembra il prosieguo delle precedenti opache prestazioni. Sale di colpi alla distanza, entrando in tutti i possessi che indirizzano la partita, prima firmando il sorpasso, poi chiudendo i conti con una tripla dal palleggio e l’assist vincente per l’appoggio di Sissoko che chiude i giochi.
Da rivedere Juan Toscano-Anderson
Definire traumatico l’impatto dell’ex Golden State con il basket europeo potrebbe essere un eufemismo. Spesso avulso dal gioco, prova a mettersi in ritmo senza successo, commettendo anche una serie di svarioni. Doveva essere la ciliegina sulla torta del mercato giuliano, rischia di trasformarsi in oggetto misterioso; da lì, il passaggio allo status di problema rischia di essere sorprendentemente breve.
NAPOLI BASKETBALL
Mitrou-Long, 7: sale in cattedra alla distanza, dopo un primo tempo in cui lascia più che volentieri la scena offensiva ai compagni, quando attacca di mano forte son dolori per tutti, chiude a quota 21, anche se quelle 6 palle perse gridano vendetta.
El-Amin, 6: con Bolton ai box ha l’opportunità di far vedere le proprie capacità, ci riesce a sprazzi, intervallando buoni momenti ad inopinati digiuni. Di buono c’è che ha limitato l’abuso di isolamenti.
Faggian, 5,5: ancora una volta lanciato in quintetto, offre qualche sprazzo in difesa ma manca di fiducia quando si trova ad attaccare il canestro avversario.
Simms, 6: parte a mille e lascia pregustare un’altra gara come quella del PalaDozza, i problemi di falli lo spengono nel momento cruciale del match, quando riappare è già troppo tardi.
Caruso, 5,5: un po’ soffre di suo, specialmente contro Sissoko, un po’ ci si mette Magro che lo toglie dal campo nel suo miglior momento e lo raffredda.
Gentile, 6: ordinato, scaltro in occasione del taglio con cui lascia tutti sul posto e appoggia al tabellone, per il resto fa il classico compitino.
Saccoccia, 6: non gli manca la sfacciataggine, è protagonista nel miglior momento di Napoli con le sue incursioni ed i suoi scarichi, il momento di prendersi le responsabilità offensive arriverà.
Flagg, 5: troppo brutto per essere vero nel primo tempo, alza i giri del motore nella ripresa, ma nemmeno così tanto.
Treier, 5: vero che i minuti concessi sono pochi, ma lo è altrettanto che lui non fa nulla per portare Magro a pensare di tenerlo in campo per più tempo.
Croswell, 5,5: qualche lampo del giocatore che può essere ma anche tanta, troppa, irruenza, soprattutto nel portare i blocchi e negli show alti. Da disciplinare.
Gloria, ne.
Bolton, ne.
Magro, 6: la squadra comincia ad assimilare le sue richieste e c’è l’attenuante dell’assenza di Bolton, lascia qualche perplessità la scelta di far sedere Caruso nel momento in cui pareva aver finalmente trovato un po’ di fiducia.
PALLACANESTRO TRIESTE
Ruzzier, 5,5: rischia subito di rovinare la partita con il fallo antisportivo su Mitrou-Long, poi naviga sotto il pelo dell’acqua della gara, emergendo solo per l’alley-oop concluso da Sissoko.
Brown, 7: vedi Napoli e poi…ti scateni. Alla seconda volta da ex a Fuorigrotta ripropone la tripla pronti-via che i tifosi partenopei avevano imparato a conoscere, poi segna ancora e ancora, propiziando la prima fuga giuliana.
Ramsey, 6: a lungo ci si chiede se sia sceso dall’autobus, nella ripresa riacquista una consistenza solida ed entra nei possessi decisivi.
Uthoff, 6: partita di sacrificio su Simms, su cui gli ci vuole qualche minuto per prendere le misure.
Sissoko, 7: in mezzo all’area comanda lui, raggiunge altezze impossibili per altri, ha mano pulita a cronometro fermo, a tratti è dominante.
Ross, 7,5: sonnacchioso, indolente, a tratti irritante…finché non decide di vincere la partita firmando un finale da autentico campione.
Moretti, 7: canestri importanti in ogni momento, soprattutto in apertura di quarto periodo, quando Napoli sembrava sul punto di scappare via.
Toscano-Anderson, 4: definirlo disastroso comincia ad essere eufemistico, commette errori banali, poi vaga per il campo come un personaggio in cerca d’autore.
Brooks, 4,5: potrebbe essere il protagonista di Desaparecido di Manu Chao, quando lo cerchi non c’è mai, quando lo trovi non è lui. Assente ingiustificato.
Candussi, 5,5: promette bene il suo inizio con percorso netto in lunetta, sparisce con il passare dei minuti, un po’ per motivi dipendenti da lui, un po’ perché Sissoko fa capire che è meglio se resta in campo.
Deangeli, ne.
Iannuzzi, ne.
González, 6,5: la vittoria dimostra le qualità del roster a sua disposizione, per la versione definitiva della sua Trieste, però, bisognerà ancora attendere un po’.
