HomeEuroLeagueEuroleague Women: Schio ribalta Venezia all’ultimo respiro, passo verso le Final Six

Euroleague Women: Schio ribalta Venezia all’ultimo respiro, passo verso le Final Six

Ci sono partite che valgono una stagione. E poi ce ne sono altre che raccontano un’epoca. Gara-1 dei Play-In di EuroLeague Women tra Umana Reyer Venezia Women e Beretta Famila Schio appartiene alla seconda categoria. Non solo per il peso specifico della posta in palio – un passo verso le Final Six – ma per ciò che rappresentava: il meglio del basket femminile italiano, concentrato in quaranta minuti ad altissima intensità.

Al Taliercio non è andato in scena soltanto un derby veneto. In campo c’erano nove delle dodici azzurre salite sul podio all’ultimo EuroBasket Women, protagoniste di una storica medaglia di bronzo.

Un dettaglio che dice molto: quel risultato non è stato un exploit isolato, ma la naturale conseguenza del lavoro portato avanti da club come Venezia e Schio, che da anni investono su qualità, struttura e mentalità europea.

Il 68-66 finale premia Schio, ma la sensazione è che abbia vinto soprattutto il movimento.

Una partita a strappi, decisa negli ultimi dieci minuti

Venezia aveva approcciato meglio la gara. Ritmo controllato, attacchi costruiti con pazienza, buona protezione dell’area. Tra secondo e terzo quarto la Reyer aveva anche toccato la doppia cifra di vantaggio, dando l’impressione di poter indirizzare l’incontro.

Schio, però, è rimasta dentro la partita senza scomporsi. Nessuna forzatura, nessuna fuga in avanti. Solo fiducia nel proprio sistema.

Il cambio di inerzia è arrivato nell’ultimo periodo. Le orange hanno alzato l’intensità difensiva, sporcato le linee di passaggio e costretto Venezia a soluzioni meno pulite. I soli 9 punti segnati dalla Reyer nel quarto quarto spiegano più di ogni altra statistica cosa sia successo nel finale.

Il peso specifico del tiro da tre

Se c’è un dato che fotografa la rimonta di Schio è il 9 su 18 dall’arco. Triple costruite con pazienza, spesso nate da una rotazione difensiva in ritardo o da un extra-pass che ha aperto il campo.

Non si è trattato solo di percentuali alte, ma di tiri presi nei momenti giusti. Quando la partita si è stretta, Schio ha trovato il canestro con maggiore continuità; Venezia, al contrario, ha perso fluidità proprio quando serviva lucidità.

In gare di questo livello, contro avversarie che si conoscono alla perfezione, il margine è sottilissimo. Un close-out eseguito mezzo secondo dopo può cambiare una serie.

Talento italiano e mentalità europea

Il dato delle nove azzurre in campo non è un semplice elemento statistico: è il segnale di una crescita strutturale. La qualità vista al Taliercio – letture corrette, gestione dei falli, capacità di adattarsi ai cambi tattici – è la stessa che aveva portato l’Italia sul podio continentale.

Venezia e Schio continuano a essere rivali, ma anche motore di un sistema che oggi può guardare stabilmente all’Europa con ambizione.

Cosa serve ora per chiudere o riaprire la serie

Con l’1-0 in tasca, Schio avrà l’occasione di chiudere la serie davanti al proprio pubblico. Per farlo dovrà replicare l’intensità difensiva mostrata nell’ultimo quarto di Gara-1 e mantenere qualità nelle spaziature offensive, evitando quei passaggi a vuoto che avevano permesso a Venezia di scappare nel punteggio.

La Reyer, invece, per forzare gara-3 dovrà ritrovare continuità per tutti i 40 minuti. Servirà maggiore protezione del perimetro, meno palle perse nei momenti caldi e soprattutto più lucidità negli ultimi possessi.

Gara-1 ha dimostrato che la distanza tra le due squadre è minima. La serie è ancora viva. E, se il livello resterà questo, il prossimo capitolo promette un’altra notte di grande basket europeo.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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