Qualità tecniche
Passando agli aspetti prettamente tecnici dell’acquisto di Milano, sicuramente Napier corrisponde all’identikit che Messina stava cercando. L’aspetto sicuramente più positivo del suo gioco è un’abilità di shot creation che raramente si vede in Europa. Nonostante un fisico non eccelso, le capacità in palleggio di Shabazz e il suo vasto arsenale di movimenti offensivi gli permette di essere una minaccia costante. In qualsiasi momento, lo statunitense è in grado di crearsi un tiro, che sia attraverso un’esitazione, uno step-back o un crossover. Tutte queste caratteristiche fanno sì che Napier riesca a trovare quasi sempre lo spiraglio della difesa avversaria in cui inserirsi, anche in situazioni apparentemente complicate.
Ovviamente, questa abilità di Napier nella creazione di tiro porta vantaggi a tutta la squadra. L’ex Miami Heat, infatti, è bravo non solo nel creare e finalizzare da sé, ma anche nel coinvolgere i compagni. Con i Capitanes Shabazz ha prodotto 4.6 assist di media, e lo stesso ha fatto nella sua ultima stagione NBA con i Washington Wizards. Certamente, non stiamo parlando di un floor general in grado di far girare l’attacco da solo, ma comunque di un giocatore in grado di trovare sempre tiri comodi per i compagni.
Offensivamente, una delle sue armi migliori è sicuramente il tiro da tre punti. Nella sua carriera NBA Napier ha tirato con il 34% dall’arco su tre tentativi a gara, e in G League la media si è alzata al 39% su quasi 6 tentativi. Lo statunitense ha dimostrato di poter essere un tiratore efficace a qualsiasi livello e questo sicuramente non cambierà in Europa. Ad accompagnare questi mezzi c’è poi un livello di confidenza e personalità decisamente alto, il che potrebbe decisamente giovare nel roster dell’Olimpia. In un momento come questo, Napier potrebbe essere il giocatore che si assume i compiti più importanti, senza sentirsi in una zona di competenza che non gli è mai appartenuta.
Il lato debole, sia offensivamente che offensivamente, di Napier è il fisico. Shabazz ha una taglia abbastanza ridimensionata per il suo ruolo, anche se in Europa questo potrebbe non essere un grande problema visto il livello più basso di atletismo e fisicità in quella posizione rispetto all’NBA. Questa sua caratteristica si riflette comunque sul suo modo di giocare: Napier preferisce prendersi un jumper dal mid-range o una tripla, piuttosto che avventurarsi in un’area dove è sottoposto a più contatto. Il fisico non gli permette neanche di essere un fattore troppo positivo in difesa. Nonostante questo Napier ha dimostrato di poter essere un buon difensore e non un malus, soprattutto grazie alla sua grinta e tenacia, che gli permettono di riuscire a rimanere attaccato all’uomo e passare sopra i blocchi. Inoltre, anche i riflessi sono buoni e le mani veloci: 1.7 rubate di media in G League quest’anno.





