DIFESA
Difensivamente Vildoza sa farsi rispettare, sia nel contesto di difesa individuale che di squadra. E’ un giocatore che, pur non avendo taglia sopra media (1.91 per 86 chili) non ha problemi a giocare fisico. Sul pick&roll, specialmente in situazioni statiche o di gioco a metà campo, cerca sempre di passare sopra il blocco, usando poi il corpo per infastidire il più possibile il tiro dell’attaccante.

Qualche problema in più su situazioni dinamiche o di transizione, dove fatica maggiormente a leggere le situazioni e a rimanere con il proprio uomo con la stessa efficienza. E non è forse un caso che l’Olympiacos con lui in campo concedesse più attacco in transizione agli avversari (14% dei possessi, contro l’11 con lui in panchina) e anche una maggior efficienza in quei frangenti: 1,34 punti per possesso con lui in campo contro 1,17 con lui in panchina. Dato, peraltro, che si pone in continuità con quanto visto l’anno prima al Panathinaikos e, seppur in misura minore, in quello ancora precedente alla Stella Rossa.

Uno contro uno non è semplice da attaccare: dal suo ritorno dalla NBA, a livello di Eurolega, su 35 possessi difesi in isolamento ha concesso 0.92 punti per possesso, un numero che in questa stagione l’avrebbe tenuto vicino alla top 10 dei playmaker di Eurolega nella categoria.
E’ un buon ladro di palloni: 80esimo percentile in questa stagione di Eurolega per steal percentage (2.3%). Sa essere efficiente sia quando mette pressione sulla palla che quando si muove lontano da essa.

Viene da una stagione in una delle difese di squadra migliori d’Europa come quella dell’Olympiacos. E ha dimostrato di poterci stare, mostrando buona capacità di adattamento, lettura delle situazioni e collaborazioni con i compagni. Vediamo, per esempio, nella clip seguente come reagisca alla penetrazione, poi ruoti impedendo lo scarico al lungo sotto canestro ed esca infine per andare e contestare il tiro da tre punti centrale.

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