La Pallacanestro Trieste ha il suo primo americano per la stagione che verrà. Sean McDermott torna all’ombra di San Giusto: come riportato da Il Piccolo, il general manager Michael Arcieri ha scelto di puntare di nuovo sull’ala piccola statunitense classe 1996, già protagonista in biancorosso nel gennaio del 2025.
Quella prima esperienza era nata da una necessità: Justin Reyes, alle prese con problemi fisici, non riusciva a garantire il contributo atteso, e McDermott era stato chiamato a tappare il buco. Lo aveva fatto con discrezione e concretezza, chiudendo con 7 punti di media in 20 minuti sul parquet. Numeri non da copertina, ma sufficienti a lasciare un’impressione positiva nell’ambiente. Nel mezzo, una parentesi in G-League con i Valley Suns, affiliati a Phoenix, prima che le strade si incontrino di nuovo:
«La sua capacità di giocare e difendere in più ruoli è funzionale al progetto. Senza giri di parole, Sean è il professionista per eccellenza. La sua classe, la sua integrità, la sua etica del lavoro, il suo altruismo e il suo desiderio di migliorare ogni singolo giorno, in ogni singolo allenamento, rappresentano tutto ciò a cui aspiriamo come organizzazione cestistica. Il suo tiro è di livello mondiale.»
Parole nette quelle di Arcieri, che non si limita a descrivere un giocatore utile ma dipinge McDermott come un modello di riferimento per l’intera struttura societaria. Dal canto suo, il giocatore dell’Indiana ha risposto con entusiasmo genuino:
«La mia famiglia e io siamo più che felici di tornare a Trieste. Amiamo questa città, le persone e la passione per il basket che ha. Vi faccio una promessa fin da ora: giocherò con il massimo impegno e con il cuore in ogni secondo di ogni partita, perché questa squadra lo merita e voi lo meritate.»
Il roster prende forma, ma mancano ancora i pezzi
Con il ritorno di McDermott, il rinnovo di Deangeli e le conferme di Ruzzier, Candussi e Brown, la Trieste della prossima stagione comincia ad avere una fisionomia più definita. Arcieri, però, ha ancora diversi slot da riempire: servono una combo guard, due lunghi americani e almeno un italiano da aggiungere alla rotazione per completare il quintetto titolare e la panchina secondo il modello 5+5 che il general manager ha in testa.
Nel frattempo, di rientro dalla Summer League di Las Vegas, Arcieri dovrà affrontare anche un dossier extra-campo: un incontro con i vertici del Comune per trovare una soluzione alla questione PalaRubini e permettere alla squadra di disputare le partite casalinghe regolarmente a Trieste.






