HomeNBAShams Charania ha soddisfatto l'ego o ha fatto il suo lavoro?

Shams Charania ha soddisfatto l’ego o ha fatto il suo lavoro?

Shai Gilgeous-Alexander è ufficialmente l’MVP della stagione 2025/26, a conferma di una supremazia ormai consolidata nelle ultime due annate. Per quanto in Serbia il dibattito possa essere acceso, il giocatore aveva messo in cassaforte questo riconoscimento da tempo grazie alle sue prestazioni sul parquet. E anche chi non ama particolarmente il suo stile di gioco deve ammettere che il premio è arrivato con un margine netto sulla concorrenza.

Eppure, l’annuncio ufficiale — previsto nello studio di Amazon Prime prima di gara-7 tra Detroit Pistons e Cleveland Cavaliers — è stato di fatto svuotato di ogni suspense da Shams Charania, che ha pubblicato la notizia sui social quasi mezza giornata prima della cerimonia. Intorno alle 16:00 ora dell’Europa centrale, le 10 di mattina a New York, le 7 a Los Angeles, il giornalista più influente del mondo NBA ha tolto ogni residuo di attesa. Poco importa che il verdetto fosse largamente prevedibile: il gusto dell’ufficialità è un’altra cosa.

Il precedente del Pallone d’Oro e il duello mediatico

La dinamica ricorda quanto accaduto nel 2024 con il Pallone d’Oro. Ore prima della cerimonia, diversi insider — tra cui Fabrizio Romano — avevano rivelato che il vincitore sarebbe stato Rodri e non Vinícius Júnior, nonostante il Marca di Madrid avesse indicato per settimane il brasiliano come favorito. La reazione fu tale che il Real Madrid decise di boicottare l’evento. Quando un giornalista del calibro di Shams, volto e voce di ESPN, anticipa una notizia del genere, si supera il confine del semplice “breaking news” e si entra in un territorio che somiglia molto a una mossa strategica nel confronto tra colossi mediatici.

Quando Steve Nash ha finalmente pronunciato il nome che tutti già conoscevano, la cerimonia si è ridotta a una pura formalità. Taylor Rooks, conduttrice di “NBA on Prime”, ha provato a stemperare con ironia, facendo notare che ai tempi di Dirk Nowitzki e dello stesso Nash nessuno doveva preoccuparsi che qualcuno rovinasse l’attesa. Blake Griffin ha sintetizzato il sentimento generale con una battuta:

«Ma perché lo fai, amico? È domenica, vai a farti un brunch, secchione.»

Tra le righe, il messaggio era chiaro: Shams Charania aveva deliberatamente guastato la festa alla rete concorrente.

Un momento speciale “rovinato” da Shams Charania

A rendere tutto ancora più amaro c’è il fatto che a consegnare il premio è stato proprio Steve Nash, un idolo per Shai. Connazionali, entrambi cestisti di altissimo livello. Lo stesso Gilgeous-Alexander ha raccontato il significato di quel momento:

«È un cerchio che si chiude. È stato la prima persona, al di fuori della mia famiglia, a dirmi che sarei arrivato in NBA. È pazzesco pensare a come funziona la vita. Lo ha percepito presto e ha creduto in me fin da allora.»

Si può certamente sostenere che Shams Charania abbia semplicemente fatto il proprio lavoro: l’informazione era corretta, verificata e pubblicata prima di chiunque altro. In questo senso, nessun errore. Molti al suo posto avrebbero agito allo stesso modo. Va detto però che Charania opera oggi in un contesto privo di vera concorrenza, dopo aver ereditato il ruolo che fu di Adrian Wojnarowski. Non c’è nessuno con cui gareggiare su questo tipo di scoop. E il giornalismo a questi livelli non è solo questione di velocità: c’è differenza tra anticipare una trade, un contratto o un infortunio e demolire un evento televisivo pianificato, parte integrante dell’ecosistema mediatico della lega.

Qual è stato il vero movente? Puro riflesso professionale, il bisogno automatico di premere “pubblica” appena arriva la conferma? Oppure qualcosa di più calcolato? In un anno in cui un contratto da oltre 77 miliardi di dollari distribuisce i diritti televisivi tra più emittenti, incluse Amazon Prime ed ESPN, è difficile non chiedersi se questo non sia stato un piccolo ma inequivocabile colpo nel duello mediatico tra le due piattaforme.

La domanda di fondo resta: la notizia è diventata più importante dell’evento stesso? La corsa all’esclusiva ha divorato il senso di ciò che doveva andare in onda? Il premio di MVP dovrebbe rappresentare il coronamento di una stagione, non un’informazione consumata in pochi secondi su un social network. Certo, il verdetto non era un grande mistero: Nikola Jokić e Victor Wembanyama erano in lizza, ma si intuiva che Shai avrebbe bissato il successo. Tuttavia, intuire e sapere sono due cose diverse. Ed è proprio in quella differenza che vive la magia dello sport. Questa volta, Shams Charania l’ha spenta con un singolo tweet.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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