Si è appena concluso Eurobasket e una delle squadre che sono state protagoniste assolute è la Turchia. La corsa della Nazionale guidata da Ergin Ataman si è conclusa con una delusione in finale, ma anche la vittoria di una medaglia d’argento che rimane storica. Tra i leader del gruppo c’era Shane Larkin, esterno nativo degli Stati Uniti ma che ha ottenuto la cittadinanza turca ed è diventato uno dei simboli della squadra negli ultimi anni. Intervistato da Hoopshype, Shane Larkin ha parlato di cosa significhi per lui giocare nella Turchia e del grande talento del suo compagno Alperen Sengun. Potete trovare l’intervista completa a questo link, mentre di seguito ne riportiamo alcuni dei passaggi più significativi.
Cosa significa per Larkin rappresentare la Nazionale Turca:
Voglio dire, per me significa tutto. Ovviamente, gioco a basket da molto tempo e, all’inizio della mia carriera, mi sono trovato spesso a cambiare squadra. Ogni anno, per i primi cinque anni, ero in una nuova città, un nuovo stato, nuovi compagni, nuovo allenatore, nuovo staff tecnico, nuovi ambienti. Così, quando sono arrivato in Turchia e ho iniziato ad avere successo, ho avuto l’opportunità di fare ancora un salto e andare altrove. Ma penso che desiderassi solo trovare stabilità e crescere con persone con cui mi sentivo davvero a mio agio. Ho preso la decisione di restare in Turchia e da allora non ho mai guardato altrove. È stata una bella esperienza e ora, dopo 7-8 anni, poter giocare per la Nazionale e rappresentare la Turchia significa tutto. Il modo in cui mi hanno sostenuto e accolto come uno di loro ha migliorato la mia vita sotto molti aspetti, non solo sul parquet. Rappresentarli significa tutto per me.
Cosa rende diversa la Turchia da altri Paesi:
Credo i legami emotivi che ho con la Turchia. Sinceramente, dal profondo del cuore, la sento come una casa. Ora d’estate torno negli Stati Uniti forse due settimane, poi rientro in Turchia e passo il resto del tempo viaggiando tra la Turchia e l’Europa. Amo ancora casa mia, la mia famiglia è lì, ma la Turchia è diventata davvero la mia seconda casa. Ho i miei luoghi, i miei amici, i miei ristoranti, la mia vita lì. Mi sento così a mio agio che anche d’estate, dopo due settimane negli USA, penso: “Ok, torno a casa, in Turchia”. Non me lo sarei mai aspettato, ma è successo. Se entri in una nuova esperienza con apertura mentale e di cuore, non sai mai cosa può accadere. La Turchia ha conquistato il mio cuore e la mia mente, ed è diventata davvero la mia seconda casa.
Il talento di Sengun e il paragone con Turkoglu:
È buffo, perché io ero a Orlando quando Hedo era “il” giocatore a Orlando. E quando arrivò alle Finals con gli Orlando Magic. Quindi l’ho visto molto mentre crescevo ed ero davvero un suo grande fan. Ed era un giocatore di altissimo livello, direi al limite dell’All-Star per molti anni. Ma penso che Alperen sia proprio di un’altra categoria. È come un ibrido di giocatore che non si vede spesso. Non c’è una cosa che non sappia fare in campo. Può portare palla, passare, tirare, ha tocco vicino al ferro, ha QI cestistico e anche quella dose di spettacolarità.
Sai, Giannis non è “spettacolare” nel senso estetico; è semplicemente dominante. Corre attraverso gli avversari ed è così dominante nel suo modo di giocare, ma non diresti che Giannis abbia un gioco appariscente. Jokic invece è molto fondamentale, con un QI altissimo, fa passaggi incredibili, ma non diresti che sia “super flashy, super appariscente”. Quindi penso che Alperen rappresenti la combinazione di estro, spettacolo, talento, intelligenza cestistica: tutto insieme, ed è un ragazzo di 23 anni che continuerà soltanto a crescere e a migliorare. Senza mancare di rispetto a Hedo, che è stato grande, ma penso che bisogna riconoscere che Alperen è probabilmente il miglior talento uscito dalla Turchia da molto tempo a questa parte.
Il paragone tra playoff NBA e di Eurolega:
I playoff NBA sono la cosa più difficile che ci possa essere. Chiariamo le cose: alla fine della giornata, i migliori giocatori di basket del mondo sono in NBA. 82 partite, è difficile presentarsi ogni giorno e difendere come se fosse l’ultima azione. Ma quando arrivi ai playoff, è come: ok, quattro partite. Devi vincerne quattro per passare al turno successivo. E quando si arriva a quel punto, la competitività aumenta, la disciplina aumenta e l’attenzione ai dettagli aumenta. Durante una stagione di 82 partite ci saranno giorni in cui ti presenti e pensi: “Ragazzi, oggi proprio non è giornata”. Gestione del carico, alcuni giocatori si prendono dei turni di riposo, altri pensano: “Devo fare punti, devo migliorare le statistiche, ci sono incentivi nel contratto”… ci sono molti fattori che entrano in gioco.
Ma i playoff NBA sono basket vero. E penso che sia in quel momento che i tifosi di basket guardano davvero l’NBA. So che molti parlano male dell’NBA, ma se guardi i playoff, sono comunque estremamente emozionanti, competitivi e tutti giocano al massimo. Non voglio sminuire l’Eurolega, i playoff dell’Eurolega e le Final Four dell’Eurolega. Anche quelli sono estremamente difficili e probabilmente un po’ più fisici, perché in Europa puoi permetterti più cose, visto che lo spazio in campo è diverso e non puoi vedere tutto quello che succede… Ma i playoff NBA restano i playoff NBA.





