Stefano Gentile, giocatore della Dinamo Sassari, ha parlato ai nostri microfoni descrivendoci l’attuale annata della Dinamo Sassari e il suo rapporto con Gianmarco Pozzecco sottolineandone la sua importanza sia a livello di realizzazione personale che per quanto riguarda la crescita della squadra.
– Stefano vorrei iniziare chiedendoti un tuo pensiero sulla stagione di Sassari fino ad ora in relazione sia al campionato che alla Champions League.
Finora è stata una stagione un po’ sfortunata per alcuni versi, soprattutto in Basketball Champions League, mentre è stata positiva in campionato.
Sicuramente avremmo meritato di andare avanti nella competizione europea e questo lascia un po’ l’amaro in bocca, ma guardiamo avanti per finire al meglio la stagione e affrontare i playoff nel miglior stato di forma.
– Quali sono, inoltre, i tuoi obiettivi per il futuro?
Sugli obiettivi per la prossima stagione al momento posso dire solo di continuare a vincere e provare a restare il più in alto possibile.
– Negli ultimi anni hai fatto molti passi avanti e vorrei sapere cosa ti spinga a dare sempre il massimo e quanto, in questo processo, ci sia la mano di Pozzecco?
Più che di crescita parlerei di realizzazione ed è dovuta sicuramente al Poz che ha visto in me delle qualità. Io ho fatto tutto il possibile per ricambiare la fiducia.
– Per te quanto il coach ha inciso anche nella crescita della squadra?
Penso che lo stesso discorso fatto per me valga per la squadra sia a livello tecnico che di tutti i singoli.
– Una curiosità legata al tuo numero di maglia: c’è una ragione o una storia dietro questa tua scelta?
Il 22 è un numero che in passato mi ha portato fortuna, specialmente a Caserta dove nella smorfia napoletana significa “O’ Pazz”.
E un pizzico di follia serve sempre in campo.
– Quali sono i tuoi punti di forza in campo e cosa ti differenzia dagli altri giocatori nel tuo ruolo sia italiani che stranieri?
Sicuramente sia a livello di italiani che stranieri il campionato italiano nel mio ruolo è molto competitivo, ma più che pensare a cosa mi differenzia a livello tecnico o fisico cerco di capire i punti di forza dei miei avversari per poter poi cercare di batterli in campo.
