HomeLega BasketTango peccaminoso al Forum, luce nel Medioevo prossimo venturo (W.Pedrazzi)

Tango peccaminoso al Forum, luce nel Medioevo prossimo venturo (W.Pedrazzi)

Se adesso lo sguardo è tutto rivolto al prossimo futuro, a partire da gara2, e alla prossima settimana bavarese, potrebbe anche risultare utile rivolgerlo per un attimo indietro, alla settimana appena trascorsa che non è stata per niente banale. Con l’intensificarsi delle discussioni. Alcune delle quali fondamentali. Rimarremo fuori dal coro. Stonati. Ne siamo consapevoli. E niente ci possiamo fare.
Il calcio, dunque, ha proposto la sua Superlega, che sa tanto, e come quasi sempre è accaduto, di un “copia-incolla” della nostra Eurolega. Forse proprio per questo ha suscitato reazioni ed interventi a raffica anche nel mondo del basket. Infiammando la discussione. Generando come spesso accade la divisione. Quello che ci ha colpito è stato il plebiscito dei “mi piace” che è venuto dal mondo del basket e dei suoi tifosi. Anche dalle persone che vantano le migliori radici. Amici carissimi, e che comunque tali rimarranno nonostante non condivida, radicalmente, il loro fanatico entusiasmo modernista Sandro Gamba, uno per tutti, per il quale da parte nostra mai verrà meno affetto, stima e riconoscenza, ben al di là di ogni contingente divergenza di opinione. A lui che dice: “I migliori giochino contro i migliori. Punto”, noi rispondiamo: “E come faranno mai gli altri a migliorare?”. Senza il confronto. Se quelli bravi li isoliamo nella torre d’avorio? Perché l’abbiamo sentita l’aria che tira: togliere le migliori squadre ai campionati nazionali. E’ proprio vero che il terreno circostante, se inquinato, contagia anche le migliori radici, e anche il tronco più sano finisce per mettere foglie avvelenate.
Un emerito collega, parafrasando il titolo del celebre romanzo ottocentesco di William Makepeace Thackeray, “La Fiera delle vanità”, ha definito il momento attuale come “La fiera dell’avidità”. Noi stiamo con l’emerito collega.

Forse perché riemerge il nostro vecchio “spirito del salmone”, e l’impulso a guardare oltre il velo, a proiettare il presente nel futuro, anche il più lontano. Il che comporta allontanarsi dagli egoismi e opportunismi del presente.
E se domani. Magari lontano. L’unanime elogio della libertà di impresa, della liceità, trasformata in diritto assoluto per ognuno di fare come gli pare nel proprio ambito di attività, come se in ogni ambito particolare non esistessero confini o limiti più generali, se tutto questo unanime consenso si scontrasse con un ipotetico e drastico calo di interesse economico? Se dopo aver conquistato “nazione dopo nazione”, mercato dopo mercato… Finiti tutti i mercati? Cosa resterebbe? Dopo che egemonie che sono prima di tutto economiche, dove il calcolo economico è il fine e lo sport il mezzo – provate a negarlo – avranno prosciugato ed esaurito tutte le risorse? Lo sport lo stiamo ammazzando adesso! Anche se non si vede il sangue…
Ah… Noi… Vecchi e inutili romantici, direte. Un par di m…

Tornando al nostro caro basket, che è ben più vecchio di noi, e di voi. Abbiamo appena sentito parlare di Eurolega a 20 squadre, con licenze pluriennali per 18. Significato? Morte dei campionati nazionali.
Tanto per dire: non ci disturbano affatto i successi e lo sviluppo della Eurolega, anzi il contrario, visto che da sempre riteniamo personalmente e senza voler imporre il nostro pensiero ad altri, quello di Eurolega il più bel basket del Pianeta, opinabilissima opinione che nulla vuole togliere alla Nba. Quello che ci disturba, o meglio non condividiamo, sono le egemonie che fanno terra bruciata attorno. Per farla breve, vi lasciamo un sillogismo semi-aristotelico. Ad esempio…
A) Per fare basket ci vogliono i giocatori.
B) Per fare i giocatori ci vogliono i settori giovanili.
C) Quanti sono gli investimenti, o quantomeno l’attenzione, che l’Eurolega, come qualsiasi altra Superlega chiusa, dedica ai settori giovanili?
Pessimismo? Realismo!
Il futuro è, sempre, nella pancia del presente!

Saremo sempre in disaccordo con chi si prende tutti i diritti, senza alcun dovere. Con chi a qualsiasi dialogo o ragionamento contrappone i propri dogmi ideologici. Non pensavamo che potesse ritornare il tempo del tifo a prescindere. E delle relative contrapposizioni. Papato contro Impero, guelfi contro ghibellini, ortodossia contro eresia. Risultato, molti roghi accesi. Umilmente ricordiamo che quello era il Medioevo!
E ci torna in mente un testo di quando ci obbligavano a studiare, non senza una fatica bestiale per sconfiggere la nostra atavica pigrizia e malavoglia, un testo edito nel 1971 che si intitolava, si intitola ancora se lo trovate: “Il Medioevo prossimo venturo”. Volete vedere che non si trattava di un saggio scientifico, ma di semplice profezia?
Insomma. La nostra posizione sarà sempre quella della collaborazione, condivisione, cogestione. In una parola: dialogo. Che non può esserci con chi non vuole sentire. Saremo sempre al fianco di chi vuole costruire qualcosa di altro, diverso, migliore. Non unico, però. Mai dalla parte di chi per costruire il proprio castello demolisce le casupole del contado, per utilizzarne le pietre.
Ci infastidiscono, anche troppo, quelli che guardano a “chi” dice e non a “cosa” viene detto. Ma siamo fortunati, noi, che onoriamo un padre che fin da ragazzi, nella sua acuta semplicità ci ha spiegato che “una cosa, se è giusta rimane tale anche se a dirla è il tuo peggior nemico, e se una cosa è sbagliata tale rimane anche se a dirla è il tuo miglior amico”.

Dunque, requiem, per chi da torto a prescindere al presidente Petrucci, anche quando dice qualcosa che al contrario dovrebbe fare quanto meno riflettere. Poi, ognuno libero di trarne le proprie conclusioni: “La Federazione ha dovuto pagare 450mila euro per avere 28 giorni Danilo Gallinari in nazionale”. Significato? Danilo Gallinari non è patrimonio del basket. Ma di chi lo paga per farlo giocare a basket. Ineccepibile! Direte. E anche noi. Non sapremmo come contraddirvi, o quale logica obiezione opporre. Se non andando ancora oltre. Molto più lontano, alla ricerca del significato ulteriore: quello del denaro è oggi superiore a qualsiasi altro valore! E’ il valore esclusivo. Dittatura del denaro. Bella novità. Banalità?
Ch’amm a’ fa?
Alla radice del problema, alle scelte di fondo, noi, anche se restassimo da soli, saremo sempre orgogliosi di appartenere alla tribù di Vasco Rossi: “C’è chi dice no!”.
E adesso tirateci pure le pietre. Che ci siamo abituati. E le schiviamo tutte.