HomeLega BasketTango peccaminoso al Forum, luce nel Medioevo prossimo venturo (W.Pedrazzi)

Tango peccaminoso al Forum, luce nel Medioevo prossimo venturo (W.Pedrazzi)


“Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione

E quando fu di fronte al mare si sentì un coglione

Perché più in là non si poteva conquistare niente

E tanta strada per vedere un sole disperato

E sempre uguale e sempre come quando era partito.”

(Stranamore, di Roberto Vecchioni)

Kriminal tango al Forum di Milano. Peccaminoso, soprattutto per il Bayern di Monaco.
Dove l’Armani per un punto (79-78) tiene il servizio. Dopo essersi fatta letteralmente rovesciare nel casquè e trascinare per il campo dal Bayern per tutto il primo tempo, per due volte affogata sotto 19 punti (21-40 e 25-44). E solo alla fine, all’ultimo passo di avanzamento, completare la salida. Difficile da dire. Difficile far evaporare l’adrenalina. Difficilissimo, soprattutto, trovare da dove cominciare. Forse dalla fine.
Orgoglio di coach italiani.
Milano davanti soltanto al primo minuto, e al quarantesimo. Qunado Hines e LeDay pareggiano (74-74) e Rodriguez stacca (77-74) con la sua terza bordata da 3 punti nell’ultimo quarto. Milano ha un uomo solo al comando: il Chacho. Il fuoriclasse. Mancano pochi secondi. Baldwin con 2 tiri liberi ha riavvicinato il Bayern (77-76). E Andrea Trinchieri fa la “magata”. Chiede minuto di sospensione. A chi volete che Milano affidi l’ultimo assalto? Se non al Chaco? E allora lui gli manda contro il suo vecchio califfo, James Gist, un pivot di 205 cm dalle braccia lunghissime per marcare un playmaker, ma soprattutto per confondere l’attacco di Milano togliendogli la prima opzione, ovvero la tripla di Rodriguez che chiuderebbe definitivamente la gara. Oscurato il Chaco naufraga anche l’attacco di Milano, mentre nell’azione successiva lo stesso Gist prende lo scarico di Sisko, rimedia fallo e imbuca i due liberi. Monaco torna avanti (77-78) e la partita sembra finita. Mancano soltanto 1 secondo e 2 decimi. La mossa di Trinchieri è quella vincente!? Ma un errore il Trinka lo ha commesso: quello di lasciare l’ultima parola a Ettore Messina. Che ha ancora un minuto di sospensione, lo chiede, prepara la contromossa e avanza la palla in zona d’attacco. Che fare? Se i tedeschi aspettano l’ultimo tiro di Punter o Rodriguez? Messina è sicuro che la difesa dei tedeschi sia preparatissima sugli esterni, visto anche lo scotto che avevano pagato all’andata, in casa loro, ad opera di Shields.

E allora? Ettore l’architetto in un minuto edifica la torre della vittoria. Che disegno. Geniale. Su quella lavagnetta così piccola. Manda LeDay a ciondolare sul lato del campo opposto al lato di rimessa, che viene affidata a Delaney, mentre agli esterni affida i finti movimenti di smarcamento frontale, 01,02 secondi alla fine, meno di niente, bisogna rischiare, fondamentale il movimento di Rodriguez che impone il cambio di marcatura portandosi via Gist dalla custodia di LeDay, quando Delaney rilascia il tracciante che attraversa il campo, un lob morbido e veloce per il balzo del Giaguaro-LeDay, che al volo deposita nel canestro la partita, e tutte le ansie. L’eroe è LeDay: 17 punti, 7 rimbalzi, 2 assist e 29 di valutazione.
Il resto? Giano bifronte al confronto di Milano era un dilettante.
Il rovescio della medaglia, tra primo tempo (27-44) e la ripresa, dimostra quello che forse si sapeva già. Senza una difesa feroce, e senza la conseguente sicurezza nel tiro da 3 punti (1/10 nei primi 20’) per aprire spazi e giochi ai suoi lunghi di movimento, l’Armani ha poche alternative, o forse sotto al vestito poco, o niente. Soprattutto da una difesa rabbiosa Milano non può prescindere. Domani, per gara2? Chissà. Probabilmente è il Bayern ad aver bruciato la quota maggiore delle energie a disposizione, mentre Milano ha ancora qualche riserva energetica, e soprattutto maggiori giocatori a cui chiedere di più (vedere minutaggio), mentre il Bayern, che già è più corto, ha perso, distorsione alla caviglia, anche Nick Weiler-Babb, uno dei suoi giocatori base. Oltre a dover smaltire la frustrazione per una partita a tratti dominata e comunque condotta per 39 minuti. Niente. Il milanese Trinchieri non è riuscito a sfatare il mito del nemo propheta in patria. State sicuri che proverà a trasformare la frustrazione in rabbia. Il suo Bayern resta una delle squadre più velenose, quella che in stagione non ha mai perso per più di 10 punti e quando ha perso, nella maggior parte dei casi lo ha fatto per un solo possesso.
Domani… Domani… Vedremo.