HomeScouting ReportTimmy Allen, scouting: cosa porta a Trapani?

Timmy Allen, scouting: cosa porta a Trapani?

Difesa

Occorre partire dalle skill da migliorare, nel comparto difensivo di Allen, in quanto a oggi superiori a quelle che garantirebbero un plus al sistema di Trapani. Il sistema difensivo del Filou Oostende ha evitato quasi sistematicamente di coinvolgere Timmy sui cambi difensivi contro le guardie avversarie: il baricentro del 25enne è comunque alto, e l’ex Longhorns non è il più aggressivo dei difensori sul punto d’attacco.

Da questo punto di vista, le lacune da colmare sarebbero simili a quelle che gli Shark stanno già accettando nei minuti con Alibegovic: le posture sono troppo piatte nel contenere l’isolamento contro un esterno, mentre la fatica nell’inseguire sui blocchi ne sconsiglieranno l’uso in difesa su un tiratore off ball.

La stagione a Ostenda ha mostrato un Allen con timing di aiuto al ferro se deve recuperare da ultimo uomo in transizione difensiva ma molto meno a suo agio a difesa schierata nello stesso fondamentale: la tendenza all’overhelping, all’aiutare eccessivamente, è in linea con le scelte difensive di Trapani del 2024/25, croce e delizia della pallacanestro eseguita dai quintetti di coach Repesa.

In base a ciò che si è già visto in Europa, Allen è un cattivo difensore nello spazio: i tempi di reazione sui passaggi consegnati del proprio uomo, fintati o realmente eseguiti, sono lenti, con l’ex Grizzlies spesso colto “nella terra di mezzo”, con una postura troppo eretta e “passiva” per scivolare coi tempi giusti.

Una base di partenza per sviluppare un difensore non totalmente negativo, tuttavia, c’è. Se una drop coverage costante lo esporrebbe a tante difficoltà, l’aggressività tipica di Trapani sulle linee di passaggio in uscita dai pick&roll ben si addice alle qualità difensive di Allen: il miglior Timmy lo si vede in situazioni di show e recupero sui giochi a due, con tutti i 208 cm di apertura alare sfruttati per schermare eventuali scarichi o ribaltamenti.

Altro aspetto positivo: l’approccio iniziale di Timmy a protezione del proprio canestro. Nei primi possessi di partita o in uscita dai timeout, Oostende ha spesso beneficiato della sua attenzione e applicazione massima, testimonianza di una ricettività difficile da mantenere nel corso dei minuti ma tutt’altro che assente. Ipotizzando un suo impiego anche in uscita dalla panchina, questi flash possono risultare vitali per Trapani per mantenere lo stesso focus ed energia anche nel passaggio tra starting 5 e second unit.

Se in attacco Allen gioca “più piccolo” di quanto non sia in realtà, il discorso in difesa si ribalta: se è un lungo a portare un blocco al suo marcatore, Timmy non subisce troppo la differenza di kg e cm, sia nel pitturato (i 95 kg sono destinati maggiormente alla parte superiore del corpo) che sul perimetro (la lunghezza per contestare il piazzato di lunghi tiratori piedi per terra è quella di… un lungo).

L’esempio forse più lampante della predisposizione di Allen è quello del rimbalzo difensivo: soprattutto se marca un lungo è committed, mentre se deve controllare un piccolo abbassa livello di attenzione.

Timmy Allen Defensive Rebound Commitment

Quale giudizio dare quindi al fit tra Allen e Trapani? Scopriamolo nella prossima pagina…

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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