A Trento si ricordano bene quella sera di fine gennaio 2021, quando la curva bianconera chiese pubblicamente la testa di Nicola Brienza. Fu un episodio isolato, l’unico in dodici stagioni nella massima serie. Poche ore dopo, la società esonerò l’allenatore brianzolo e affidò la panchina al suo vice, Lele Molin. Un precedente rimasto tale per anni, fino a sabato sera. Sul finire della partita contro Reggio Emilia, il pubblico della Dolomiti Energia Trento ha fatto sentire il proprio malcontento nei confronti di Massimo Cancellieri. Cori dagli spalti, dissenso esplicito: un segnale che va letto con attenzione, perché le ragioni non si esauriscono nei risultati sul campo.
Trento: un’identità smarrita e la gestione del gruppo
L’Aquila Basket Trento non è mai stata una squadra abituata a vincere in modo sistematico, ma ha sempre potuto contare su una precisa identità e su un DNA riconoscibile. Quello che i tifosi sembrano non ritrovare più. E la gestione del gruppo squadra è al centro delle critiche. Questa la ricostruzione del T Quotidiano;
Jakimovski, classe 2001, ha rifiutato l’offerta di rinnovo presentata dal club tra novembre e dicembre. Mawugbe ha mostrato un rendimento inferiore rispetto alla stagione precedente. Bayehe si cimenta saltuariamente nel tiro da tre. Forray, come scrive l’autore senza mezzi termini, è fatto e finito.
Il capitolo più pesante riguarda però tre giocatori che, secondo l’analisi, non sono stati valorizzati nel corso dell’annata:
Hassan ha visto il proprio spazio ridursi progressivamente nel tempo.
Niang è stato impiegato senza una logica riconoscibile.
Airhienbuwa, di fatto, ha bruciato un anno intero della propria carriera senza trovare continuità né spazio.
Il nervosismo dell’ambiente e il fantasma di Buscaglia
C’è anche un episodio simbolico che ha colpito l’attenzione: un ragazzo di vent’anni ha avuto una reazione di nervosismo visibile dopo aver messo a segno dieci punti in meno di due minuti contro Reggio Emilia. Un dettaglio che, nel contesto, dice qualcosa sullo stato emotivo dell’ambiente.
Sullo sfondo resta la figura di Maurizio Buscaglia, indicato come “il tecnico” per definizione della storia bianconera. Una citazione che, nel pezzo, non è casuale. E che si accompagna a una frase secca, quasi un monito:
“Se si vogliono dei robot prego rivolgersi alla fantascienza.”
La curva ha parlato. Ora tocca alla società decidere se ascoltarla.
