Nessuna pietà per la Openjobmetis. La regina Dolomiti Energia regala lezioni di vero Moreyball, quello fatto bene, con i giocatori giusti e lo staff tecnico giusto. Varese si arrende lottando, ma è troppa la differenza atletica e di giochi con e senza palla tra le due squadre. Varese dovrà decidere cosa fare nelle prossime settimane di pausa, Trento si prepara al meglio alla Final Eight di Coppa Italia pur senza l’infortunato Bayehe (“un brutto colpo per noi, che siamo un gruppo molto unito” le parole di Paolo Galbiati nel post partita).
Openjobmetis Varese
Librizzi 5.5: per differenza fisica e atletica con le guardie ospiti fa tenerezza. Ci prova sempre con la grinta del capitano, smazza comunque 10 assist in 30’ di utilizzo, ma non si accende e non accende la squadra come nelle migliori serate a Masnago.
Hands 4: Jaylen mani di colla è uno dei grandi equivoci tattici della squadra. Non passa, non difende, non ha il fisico per attaccare il canestro. Ha talento e fa bene un pò tutto, ma niente in maniera eccelsa. Contro Trento non fa bene proprio niente, rimbalzato dall’atletismo degli ospiti. Ad un certo punto ruba perfino il pallone a Librizzi, come al campetto.
Alviti 6.5: al solito uno dei pochi a salvarsi. Ad un certo punto diventa il go-to-guy di Varese, si sbatte (abbastanza) in difesa, cattura 5 rimbalzi e fa quello che può.
Johnson 4: è rimasto al fallo tecnico che gli hanno fischiato a Pistoia. Uscito dalla partita là, mai rientrato in quelle successiva. Uno dei più incompatibili e insofferenti all’egocentrismo di Hands.
Akobundu-Ehiogu 5: saltella e balzella quà e là, senza la minima consistenza.
Sykes 4.5: si accende nel momento della rimonta di Varese nel primo quarto. Poi la sentinella Niang (e non solo) gli spegne la luce. Alla ricerca del click che possa ridargli corrente con un minimo di continuità.
Assui 5: un solo tiro libero, 6’ di gioco, ma non riesce a prendere la targa neanche lui agli ospiti.
Gray 5: ritrova il fondo della retina con i corner three, ma poi poco o nulla. Davvero modesto.
Tyus 7: nonno Alex spiega ai suoi compagni cosa vuol dire il concetto solidità in difesa. Purtroppo è solo a provare reggere la baracca là dietro. E pure davanti (17 punti e 18 rimbalzi). Voce che grida nel deserto.
Virginio n.e.
Carità n.e.
Fall n.e.
Coach Mandole 4: una differenza clamorosa tra le due squadre. La guida tecnica non può esserne esente.
Dolomiti Energia Trento
Ellis 8: partita totale. Regia lucida, solidità, difesa a spegnere Librizzi: 15 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppare in 25’. Applausi.
Cale 6.5: atletone pazzesco che contribuisce a dare corpo e sostanza a Trento.
Pecchia 6.5: serata in punta di piedi, nessuno lo nota, ma alla fine cattura 8 rimbalzi e contribuisce a dare le giuste spaziature alla squadra.
Lamb 8: uno dei leader occulti della squadra. Mette fisico e tecnica, punisce in low post e crocifigge Johnson.
Mawugbe 6: ombrello difensivo sostanzioso (6 rimbalzi e 4 stoppate), anche se Trento ha giocato meglio con Zukauskas da stretch five ad allargare il campo.
Forray 6: fa tirare il fiato a Ellis.
Ford 7.5: una sentenza piedi per terra. I compagni creano, lui martella. E apre la fuga decisiva di Trento.
Niang 7: oscura la vallata a Sykes, braccia lunghissime e fisico atletico. Il complemento perfetto di questa squadra.
Zukauskas 7: ancora a scartamento ridotto per problemi alla schiena, ma quando Galbiati lo manda sul parquet da stretch five allarga il campo che è un piacere e contribuisce al martellamento di Trento.
Triggiani s.v.
Coach Galbiati 8: una squadra fatta a sua immagine e somiglianza. A Varese ancora lo applaudono e lo invocano, a Trento hanno trovato il profeta per i sogni di gloria a partire dalla Final Eight.
