HomeLega BasketTreviso, Cappelletti: «Ripartiamo da dove avevamo lasciato»

Treviso, Cappelletti: «Ripartiamo da dove avevamo lasciato»

Alessandro Cappelletti ha scelto di restare a Treviso e sarà uno dei punti fermi del roster biancoazzurro nella prossima stagione. Il playmaker originario di Assisi ha spiegato le ragioni di questa decisione, parlando del legame crescente con la piazza e delle aspettative per il campionato che verrà.

Il filo conduttore della sua scelta è la continuità. Buona parte del gruppo della scorsa stagione è rimasta unita e, per Cappelletti, si tratta di un valore raro nel basket contemporaneo, in cui i roster tendono a essere smontati e rimontati ogni estate:

«L’anno scorso ci è rimasta una sensazione dolce-amara per non aver portato a termine qualcosa che avrebbe potuto regalarci ancora più soddisfazioni. Ora possiamo ripartire da dove avevamo lasciato: nel basket moderno è un aspetto per nulla scontato ed è stato l’elemento che mi ha spinto di più a rimanere.»

A pesare nella decisione sono state anche la solidità della società e l’atmosfera del Palaverde, che negli ultimi due mesi della stagione appena conclusa si era trasformato in un campo difficilissimo da espugnare per gli avversari.

Cappelletti: il fattore Palaverde e la spinta decisiva dei tifosi

Cappelletti ricorda con precisione il momento in cui ha capito davvero cosa rappresenti il palazzetto trevigiano. Quando ha firmato il contratto, uno dei primi pensieri è stato che, da quel momento in poi, la spinta del pubblico sarebbe stata tutta dalla sua parte. L’emozione è arrivata concretamente sul parquet, ma c’è una partita in particolare che ha segnato uno spartiacque:

«Se devo scegliere un momento preciso, è sicuramente la partita contro Udine. Il pubblico ci ha sostenuto e ci ha spinto verso la nostra cavalcata finale.»

Sul fronte dei nuovi arrivi, il playmaker si dice ottimista riguardo ai tempi di inserimento. La presenza di Russell, già passato da Treviso in precedenza, e di altri giocatori che conoscono bene il campionato dovrebbe facilitare l’ambientamento. Cappelletti e gli altri elementi confermati si sentono responsabili nel trasmettere ai nuovi arrivati il significato di indossare quella maglia, ma le premesse per un processo rapido e naturale ci sono tutte.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!