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Home Esclusive GamePlan

Treviso-Sassari: la garra ritrovata | LBA GamePlan

Marco Marini by Marco Marini
1 Feb 2024
in GamePlan, Lega Basket
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Treviso
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La Nutribullet Treviso è tornata alla vittoria in campionato con il successo contro la Dinamo Sassari. Ottimi segnali per i trevigiani, che ritrovano un Harrison finalmente decisivo, mentre i sardi compiono un netto passo indietro nel loro percorso di crescita. Analizziamo, allora, tutti gli spunti tattici più interessanti che la gara ci ha regalato con il nostro consueto GamePlan.

A tutto Allen

Nel piano partita iniziale di Treviso, molto chiara è la scelta di coach Vitucci: sfruttare il più possibile Terry Allen. L’americano, infatti, viene chiamato spessissimo a giocare i possessi offensivi della sua squadra dal post basso e risponde presente, segnando a ripetizione e compiendo letture non banali. Soluzione, quella del post basso, sfruttata a lungo andare per quasi tutti i 40 minuti da Treviso, soprattutto nei minuti in cui Kruslin è in campo da 3. Molto cercato anche Olisevicius, che se dal punto di vista dei canestri segnati non fa mai mancare il suo apporto, si dimostra meno lucido nelle letture proprio dal post basso. Dall’altro lato, brava la Nutribullet a negare questa soluzione proprio a Sassari quando la Dinamo la cerca con Charalampopoulos o Diop. L’imperativo è giocare d’anticipo e raddoppiare, scelta che frutterà molte palle perse dal lato sardo.

 

Ritmo e PnR

Come anticipato precedentemente, Sassari si è ritrovata a rincorrere gli avversari pressoché per tutti i 40 minuti. Trend iniziato fin dal primo quarto, in cui Treviso è scappata subito sul +12. Gli unici momenti in cui la Dinamo ha dimostrato di poter rientrare in partita sono stati quelli in cui ha alzato il ritmo o è riuscita a sfruttare le carenti letture sui pick’n’roll degli avversari. Su questo secondo aspetto in particolare buon lavoro lo ha svolto la coppia Jefferson-Gombauld, che spesso ha trovato una buona intesa leggendo i difetti della difesa di Robinson e Camara. Molto positivo l’apporto di Diop sotto le plance e quello di Tyree come solito faro offensivo, ma oltre loro Bucchi ha trovato molto poco dai propri giocatori.

 

La garra ritrovata

Treviso ha messo a segno l’allungo decisivo nel terzo quarto, in un momento non di eccelsa brillantezza tecnica ma sicuramente di tanta garra ritrovata. Vitucci ha ricevuto risposte molto positive da Harrison e Mezzanotte in particolare, nonché da un Robinson che a fine terzo quarto ha segnato due canestri fondamentali in una gara fino a quel momento non positiva per lui. L’importanza del match si sapeva: lo sapevano i tifosi e lo sapeva la squadra, che ha piazzato il parziale decisivo con un carattere che non si vedeva da tempo. Non perfetta in difesa né in attacco, ma Treviso si è buttata su ogni pallone, ha abbassato le ginocchia al meglio delle proprie possibilità in difesa e dall’altro lato è stata aiutata anche da un pizzico di buona sorte. D’altronde, la fortuna aiuta gli audaci.

 

Che spreco

Nonostante l’allungo di Treviso nel terzo quarto sembrava aver “ucciso” definitivamente la partita, Sassari ha auto più occasioni per rientrare nel match. La squadra di Bucchi, tuttavia, non è riuscita ad arrivare fino in fondo soprattutto per via della troppa superficialità dimostrata. Tanti errori in lunetta per la Dinamo e nella gestione della palla, davvero deficitaria. Quest’ultimo fattore ha portato a molte palle perse nell’ultima frazione di gioco, che hanno così bloccato qualsiasi tentativo di rimonta sarda. Un peccato, visto che Sassari ha comunque dimostrato di poter reagire con il talento dei vari Tyree, Diop e Jefferson.

Tags: Dinamo SassariGamePlanLegabasketNutribullet Treviso
Marco Marini

Marco Marini

Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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