Il Presidente della Trapani Shark, Valerio Antonini, ha deciso di prendere una netta posizione contro la guerra che sta devastando la striscia di Gaza. Antonini ha intenzione di chiedere alla FIBA che Trapani non disputi la sfida di BCL contro gli israeliani del Bnei Penlik Herzliya.
Il messaggio di Valerio Antonini
Valerio Antonini, nel corso di una diretta Facebook, ha espresso con fermezza la sua intenzione:
«Io credo che quello che sta succedendo in Israele è un genocidio senza precedenti e noi non possiamo avallare come sportivi di avere un incontro con una squadra israeliana e magari stringere la mano a un team di giocatori che fa parte di un paese che sta compiendo una strage di questo tipo.
D’altronde tutte le squadre russe sono state estromesse dalle manifestazioni europee e quindi è giusto che non partecipino nemmeno le formazioni di Israele. È una decisione che non può più essere demandata. Io stesso domani firmerò una carta in cui chiederò alla BCL una richiesta formale della Trapani Shark che la squadra israeliana, che è nel nostro girone, venga estromessa dalla competizione, ma in generale la richiesta è per tutte le squadre di Israele».
Le possibili ripercussioni
Se la BCL accogliesse la richiesta, il girone della Trapani Shark subirebbe modifiche sostanziali. L’uscita del Bnei Herzliya (o di altre squadre israeliane) cambierebbe non solo il calendario, ma anche il valore competitivo e percepito della competizione europea.
FIBA e BCL hanno finora mantenuto una linea neutrale rispetto al conflitto in Medio Oriente, a differenza dell’approccio adottato per le squadre russe coinvolte nel conflitto ucraino.
L’istanza di Antonini potrebbe dunque catalizzare un dibattito politico – oltre che sportivo – sull’equilibrio tra etica e competizione.
