La Basketball Champions League torna a fare capolino nell’orizzonte di Varese dopo dieci anni di assenza, e con essa si aprono scenari europei concreti per l’Openjobmetis. Come riportato da La Prealpina, il club biancorosso lavora su più fronti, con obiettivi graduati che vanno dalla BCL fino al torneo di qualificazione post-stagionale organizzato dalla FIBA, pensato per assegnare gli ultimi pass disponibili per la nascente NBA Europe.
La Champions FIBA porta con sé tre ragioni di interesse per Varese. La prima è il pass diretto garantito alle due finaliste dell’edizione 2026/27. La seconda è la possibilità concreta di alzare il trofeo, che varrebbe l’accesso alla lega NBA Europe e un milione di euro in palio per la squadra vincitrice. La terza, più di sistema, è la collocazione del club in un circuito europeo di primo piano dopo un lungo periodo di assenza.
Il piano C: il torneo FIBA post-stagionale
Se la strada della BCL non dovesse portare fino in fondo, resterebbe aperta un’altra via. La FIBA allestirà al termine dei campionati nazionali un torneo di qualificazione per assegnare altri due posti in NBA Europe. Le regole di accesso sono ancora in fase di definizione, ma il format prevede la partecipazione delle migliori squadre delle leghe domestiche, con l’esclusione delle formazioni di Eurolega, di quelle potenzialmente coperte da licenza pluriennale di Eurocup e delle prime due classificate della BCL. Un’opzione che l’Openjobmetis potrebbe sfruttare nel caso in cui la coppa FIBA non bastasse.
Il mercato: priorità al pivot, niente scelte affrettate
Per rendere credibile questa doppia candidatura europea, Varese ha ancora due tasselli da incastrare. Il primo, indicato come priorità assoluta, è un pivot capace di proteggere il ferro. Il secondo è un jolly difensivo da panchina. Con questi due innesti, la rosa biancorosse sarebbe considerata competitiva per i piani alti del basket continentale.
Tra i nomi circolati nelle ultime ore c’è quello di Kenneth Faried, trentaseienne, che però non sembra rispondere all’idea di costruire un nucleo solido e durevole nel tempo. La società non ha fretta: meglio aspettare il profilo giusto che bruciare un’occasione per chiudere in anticipo.
