HomeLega BasketVarese-RedBird: nessuna cessione di quote, la pallacanestro resterà in città

Varese-RedBird: nessuna cessione di quote, la pallacanestro resterà in città

Nessuna cessione di quote, nessun trasferimento forzoso, nessun rischio di fare la fine di Brescia o Cremona. La partnership tra Pallacanestro Varese e il fondo americano RedBird si costruisce su basi precise e su garanzie chiare, pensate per tutelare l’identità e il radicamento territoriale di uno dei club più storici del basket italiano.

Il punto di partenza, è la struttura dell’accordo, che lo distingue nettamente da quanto accaduto altrove. A Cremona e Brescia, i proprietari Aldo Vanoli e Mauro Ferrari hanno ceduto il cento per cento delle loro quote rispettivamente al gruppo guidato da Donnie Nelson e Luka Doncic e a Paul Matiasic, con le squadre che sono poi migrate a Roma sotto le nuove denominazioni SPQR e Maxima.

Come scrive La Prealpina, nel caso varesino, invece, la proprietà biancorossa — divisa tra Luis Scola, Varese Sports and Entertainment, Paolo Orrigoni, PV Ignis, Varese nel Cuore e Il Basket Siamo Noi — manterrà il cento per cento delle quote societarie. RedBird garantirà un apporto economico senza entrare direttamente nel capitale azionario. Un modello di collaborazione, non di acquisizione.

Una joint venture verso NBA Europe

Il motore dell’intesa è la candidatura di Varese come socia fondatrice di NBA Europe, il progetto di lega europea targata NBA ancora in fase di definizione. La società di Toto Bulgheroni attende riscontri già entro fine luglio. L’obiettivo comune è quello di essere presenti fin dall’inizio in questo nuovo scenario, e la partnership con RedBird nasce proprio da una comunione di intenti in questa direzione, senza logiche predatorie da parte del fondo.

Per le partite di NBA Europe si ipotizza l’utilizzo di una nuova struttura da 18 mila posti che RedBird avrebbe in programma di realizzare in un’area di sua proprietà a San Donato Milanese. Un investimento stimato attorno ai 400 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe la spesa per l’acquisizione della franchigia. Sullo sfondo, si parla già di un contratto televisivo con ESPN da 3 miliardi di dollari in tre anni.

Varese resta a Varese

Sul fronte dell’identità territoriale, i vincoli sono altrettanto netti. Gli allenamenti continueranno al Campus, che ospita anche foresteria e settore giovanile. Le partite di campionato si disputeranno regolarmente all’Itelyum Arena di Masnago. La varesinità del club, si sottolinea, è parte integrante della storia e della cultura della comunità.

L’unica concessione alla dimensione americana potrebbe riguardare l’immagine: in caso di ingresso in NBA Europe, si ipotizza l’adozione di un nickname in stile oltreoceano. Non sarebbe la prima volta — tra il 1997 e il 2000 sulle maglie biancorosse comparve il marchio Roosters, pur mantenendo la denominazione federale Pallacanestro Varese. La sostanza, però, resterebbe invariata: la società, le quote e il basket in città.

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