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LegaBasket: alti e bassi dello sfortunato inizio di stagione della Virtus, le pagelle

La pausa nazionale è sempre occasione di riflessione all’interno delle dirigenze e, nel nostro caso, nelle redazioni. Andiamo quindi a riflettere su quanto visto della Virtus Bologna finora, tenendo sempre presente che la stagione è non lunga ma lughissima, e le risposte arriveranno ben più avanti.

Dopo la vittoria dello scorso scudetto la Virtus aveva costruito un roster con un solo obbiettivo: raggiungere l’EuroLega, magari bissando il successo nazionale. Acquisti del calibro di Udoh e Mannion proiettavano già i tifosi della V al prossimo anno, quando finalmente il grande basket sarebbe tornato in città. Succede poi che Mannion si prende un virus intestinale incredibilmente debilitante, Udoh e Abass si trasferiscono in infermeria per un tempo al momento indeterminato e la squadra è tutta da ricostruire. Le scelte ricadono su Cordinier, obbiettivo virtussino di lunga data, Sampson e Alexander.

Le partite passano e l’identità di squadra va sempre più a costruirsi. Se infatti Sampson si fa vedere poco, anche lui a causa di piccoli problemi fisici, Hervey si innalza tra i leader della squadra, mentre Teodosic e Weems riconoscono il momento difficile e alzano il ritmo. I problemi, naturalmente, ci sono, soprattutto in difesa, ma non è certo adesso che si può valutare una squadra che ha incontrato così tanti problemi, investendo anche molto per risolverli.

Ecco quindi le pagelle della Segafredo Virtus Bologna all’ottava giornata di campionato.

Pagelle

Marco Belinelli 6,5: il Beli, ormai, abbiamo imparato a conoscerlo e difficilmente non rispetta le aspettative. In questa stagione infatti, grazie ad un roster che lo comprendeva già dallo scorso anno, il numero 3 sembra molto più dentro ad i giochi virtussini, e viene cercato principalmente dalla lunga e nei momenti di difficoltà. Un veterano extralusso, nonché un’arma importante dalla panchina considerando i 12 punti di media ed i 2,6 assist, a fronte di soltanto 1,2 palle perse.

Milos Teodosic 7: questa è la sua squadra, e non lo scopriamo di certo oggi. Dopo un inizio rilassato, in cui ha rivestito più un ruolo di impostazione ed organizzazione dell’attacco, provando ad investire energie soprattutto in difesa, il mago serbo viene richiamato a svolgere un ruolo importante sul campo e risponde presente. Ecco allora che i suoi punti passano dai 6,71 delle prime 7 partite (compresa l’EuroCup) ai 12,7 della seconda metà della stagione giocata finora. Rispetto allo scorso anno tiene molto meno palla in mano, anche in fase di impostazione. Ciò lo si può notare, ad esempio, nel numero di isolamenti, che passano dai 0,7 possessi a partita dello scorso anno ai 0,4 della stagione in corso.

Kyle Weems 7,5: si carica sulle spalle tutte le responsabilità di essere uno dei veterani della squadra e mette in campo un inizio di stagione clamoroso. Vero leader morale della squadra spesso è anche colui che toglie le castagne dal fuoco a Scariolo e cerca di mettere in ritmo i compagni. 14,2 punti di media in questa partenza, con addirittura il 46,5% dalla lunga distanza.

JaKarr Sampson s.v.: lo abbiamo visto troppo poco per giudicarlo.

Mouhammadou Jaiteh 6,5: il gigante francese è una delle sicurezza di questa Virtus Bologna. Sempre presentissimo a rimbalzo (6,1 di media in stagione) ha saputo regalare anche prestazioni offensive di livello, come i 20 in casa contro Ulm. Se trovasse un po’ di costanza sarebbe uno dei leader della squadra.

Alessandro Pajola 7+: il piccolo numero 6 classe 1999 è diventato uno dei pilastri della squadra campione d’Italia, Scariolo crede in lui e la tifoseria impazzisce per il suo pupillo. 4,8 assist a partita per lui, 1,7 steals e una presenza difensiva fuori dal comune. riesce sempre a trovare la giocata giusta, soprattutto nei momenti catartici, e trascina con sé i compagni e tutta la tifoseria.

Isaia Cordinier 6,5: il debutto è esplosivo, poi i problemi e nelle ultime partite la responsabilizzazione. Scariolo concede minuti al fenomeno francese e lui, dopo alcune partite di orientamento, inizia a sfoderare giocate fuori da ogni logica. Grazie al suo primo passo fulmineo riesce a creare vantaggio con una facilità disarmante, e riesce a concludere al ferro anche in situazioni di estrema difficoltà.

Amar Alibegovic 6: gioca partite da assoluto dominatore e match completamente anonimi. Il bosniaco sembra esaltarsi quando riesce ad impattare la partita e, se cavalcato, può dar tanto. Quando però iniziano le difficoltà, ed il gioco si complica, spesso sparisce e dimostra quanto non possa rivestire un ruolo importante in una squadra di questo calibro.

Kevin Hervey 7: il più osannato ad inizio stagione, ma anche il più attaccato nel momento di difficoltà. Stiamo parlando di un giocatore che è subito entrato prepotentemente nell’identità di squadra virtussina. La partenza è folgorante e i tifosi, colpevolmente ignoranti sul giocatore, si esaltano. L’apporto sui due lati del campo è incalcolabile e al momento è uno dei veri barometri della squadra, anche a livello morale. Esemplare in questo caso è la serie di triple messe a segno nell’ultima giornata contro Brindisi, in cui ad un tratto sembrava impossibile da fermare.

Michele Ruzzier  6: una sufficienza per l’impegno dimostrato quando Scariolo gli ha concesso minuti, anche se i tanti errori e le prestazioni non eccelse probabilmente non giustificano il voto.

Nico Mannion s.v.: il fantasma del virus sembra ancora presente e la riabilitazione è lontana dall’essere giunta al termine.

Amedeo Tessitori 6: partito come terzo centro nelle rotazioni si è trovato velocemente a dover partire titolare, e tutto sommato ha saputo dare il suo apporto. Anche per lui il problema principale è la poca costanza, con la quale potrebbe in realtà risultare molto utile alle rotazioni virtussine.

Ty-Shon Alexander 4,5: arrivato come un nome di spicco per ovviare ai problemi in cabina di regia si è rivelato al momento un gigantesco punto interrogativo. La voglia di fare bene c’è e si vede, ma forse è presente anche troppa paura di sbagliare. Diverse voci lo vorrebbero già lontano da basket city, ma i problemi di Belinelli e Pajola potrebbero dargli qualche tempo in più per dimostrare quanto vale.

Thomas Marzioni
Thomas Marzioni
D-Rose mi ha incantato da bambino, tanto che non capisco come siamo arrivati a Boylen. Tifoso Brindisi da quando ho incominciato a guardare il basket italiano, perché non mi piace troppo vincere la Coppa Italia.