È la Virtus più bella di questa giovane stagione quella che travolge il Panathinaikos al Paladozza e centra la terza vittoria consecutiva in Eurolega (92-75 il finale), la quarta complessiva. Battere le big ormai è diventata un’abitudine piacevole per i bianconeri: dopo Real Madrid e Monaco, stavolta tocca alla banda di Ataman — espulso nel tentativo (vano) di dare una scossa ai suoi. +11 a rimbalzo, 40% da tre, 22 assist: numeri da squadra vera. Tutto perfetto, tutto bellissimo.
E non era certo una partita banale. Non solo per il peso dell’avversario, ma anche per il bisogno di reagire dopo il ko interno in campionato con Cremona, maturato con quel clamoroso 4-35 di parziale subito quasi senza reagire. La risposta è arrivata forte e chiara: Virtus avanti dall’inizio alla fine, sempre in controllo, imponendo il proprio ritmo e togliendo ogni riferimento offensivo al Panathinaikos, arrivato a Bologna con la frontline dimezzata dalle assenze di Holmes e Lessort.
Il primo vero break è arrivato nel secondo quarto, con un Diouf positivo e un Jallow da applausi. Morgan ha colpito da fuori con sicurezza, perfetto nel ruolo di vice Edwards, mentre la tripla di Ale Pajola ha regalato il +12 in chiusura di primo tempo. Da lì ci si aspettava la reazione del Pana, mai pervenuta. Anzi, la Virtus si è perfino potuta permettere uno 0/4 ai liberi dopo il tecnico più espulsione di Ataman, senza pagare dazio.
Da lì in poi è stata quasi accademia, fino alla sirena finale. Tutti hanno dato qualcosa, tutti sono stati protagonisti. Una prova corale che ha infiammato ancora una volta un Paladozza gremito e rumoroso, sempre più fortino di una squadra che, settimana dopo settimana, sta conquistando il cuore della sua gente.
Momento chiave: L’espulsione di Ergin Ataman. Arrivata palesemente come ultima ratio per provare a dare una scossa ai suoi. Le penalità generano quattro tiri liberi per la Virtus sul 52-42. 0/2 Edwards, 0/2 Jallow. Sembra uno di quei momenti in cui una partita cambia inerzia. Neanche per sogno. Palla in campo. Tripla marcata da otto metri di Carsen Edwards. Inerzia ristabilita.
Da rivedere: Il reparto guardie del Panathinaikos è stato surclassato dai pari ruolo virtussini. Se Mitoglu e Yurtseven avevano la, parziale, scusa delle assenze di Holmes e Lessort, Sloukas e Grant, in parte Nunn, hanno decisamente perso il confronto diretto Pajola, Edwards e compagnia cantante. Stagione ancora giovanissima. Ma segnali da non ignorare.
VIRTUS BOLOGNA
VILDOZA 6: Entra e fa il suo senza troppe sgasate. Un po’ di brio in più del solito nella propria metà campo.
EDWARDS 7: L’Eurolega è il suo palcoscenico. E lui se lo prende un’altra volta di più: altri 22 punti in saccoccia. Gioca 28′ in cui la difesa del Pana cerca, invano, di mettergli un freno. Magra consolazione: ad oggi la compagnia, in questo tentativo fallito, è numerosa.
PAJOLA 8: Di grandi partite in maglia Virtus la sua carriera ne è piena. Ma una gara così, per dominio e pulizia offensiva, è difficile da ricordare. Stavolta tiene in mano la squadra più con l’attacco che con la difesa — e già questo dice molto — guidando i compagni e vivisezionando la difesa del Panathinaikos con lucidità chirurgica. Controlla il ritmo, sceglie sempre la giocata giusta, e domina il confronto con chiunque gli capiti davanti. Il tabellino è un favola: 7 punti, 10 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi. Numeri dentro cui c’è tutto: leadership, equilibrio e una maturità cestistica da grande giocatore.
NIANG 6,5: Quando serve, lui c’è sempre. E anche se per portare a casa il referto buono non è strettamente necessario, lui condisce il tabellino con di tutto un po’: 8 punti, 4 rimbalzi e 3 assist in 18′.
SMAILAGIC 7: Seconda eccellente prestazione in fila. E’ il jolly di cui Ivanovic ha sempre bisogno, per la capacità di vestire i panni del 4 e del 5. Oggi fa la voce grossa contro i lunghi del Pana.
ALSTON 6: Segnali, piccoli, di ripresa. E’ uno degli uomini più in difficoltà del roster, specialmente in Europa. Oggi fa il suo. Trova il canestro in un paio di occasioni, dà l’impressione di essere più in fiducia.
HACKETT 6,5: Non segna, ma alla conta dei numeri ci sono 7 rimbalzi e 3 assist. Presenza importante.
MORGAN 7,5: La necessità impellente per la Virtus è di avere un giocatore che possa fare le veci di Edwards quando il numero 3 è in panchina a prendere fiato. Lui risponde con 15 punti in 13′. Gli si vuole chiedere di più?
JALLOW 7: Continua a portare in campo una quantità di lavoro difensivo e offensivo davvero inestimabile. Stasera metta la museruola a lungo a Nunn. E in attacco, di partita in partita, è sempre più coinvolto.
DIOUF 6,5: Anche lui si toglie di dosso un po’ di polvere accumulata da un periodo non scintillante. Presente sotto i ferri. Mette un paio di stoppate da favola in difesa.
IVANOVIC 7,5: Fa scelte decise, fuori Diarra dai 12, fuori dalle rotazioni Taylor e Akele. E gioca con quello che ha senza provare a inventare strane alchimie. I suoi lo premiano e gli danno la miglior partita dell’anno.
PANATHINAIKOS ATENE
SHORTS 7: Produce un po’ a babbo morto, ma per la prima volta ad Atene vedono il TJ Shorts versione Parigi. Una delle poche note positive della serata bolognese per i verdi.
OSMAN 6,5: In avvio è l’uomo di riferimento in attacco per il Pana. Poi crescono un po’ i suoi compagni e lui si vede meno. Si salva, comunque.
SLOUKAS 5: Mai in partita, soffre in difesa e non accende la scintilla in attacco.
ROGKAVOPOULOS 5,5: Una breve apparizione dove non incide come avrebbe potuto.
GRANT 5: Serataccia, per un giocatore che ha storicamente sempre fatto malissimo alla Virtus. Fuori partita in attacco, contribuisce al 4/21 da tre punti di squadra (1/4) e in difesa non mette il freno a Edwards.
KOUZELOGLOU SV: In campo per soli due minuti.
NUNN 6: Fa bottino (19 con 6/14), ma non è un bottino che faccia davvero male alla Virtus. Quando la partita prende la strada di Bologna lui è ancora irretito dalla difesa di Jallow e compagni.
GRIGONIS SV: In campo per soli tre minuti.
HERNANGOMEZ 4: Partita di una evanescenza scoraggiante. Sbaglio lo sbagliabile, non si vede mai, se non in negativo. L’ombra sbiadita del giocatore che è stato e potrebbe essere. Con le treccine, in aggiunta, non sembra davvero lui.
MITOGLOU 5: Insieme a Yurtseven era chiamato a reggere dentro l’area contro la frontline virtussina, che non è certo la più rocciosa di Eurolega. Finisce spazzato via.
YURTSEVEN 5: Copia e incolla le righe di Mitoglu.
ATAMAN 5,5: Ha addosso il nervosismo di chi vede una squadra che non riesce a pareggiare l’energia degli avversari. Prova a dare la sveglia come può e sa, ma non è serata.
