HomeLega BasketLa Virtus Bologna ai playoff sceglie i quintetti piccoli

La Virtus Bologna ai playoff sceglie i quintetti piccoli

Con tre play di ruolo in organico e Daniel Hackett dirottato stabilmente sul perimetro ma con un curriculum e una propensione regististica difficili da ignorare, la Virtus Bologna si presenta ai playoff con un’identità tattica ben precisa. Come riporta il Corriere dello Sport, quella dei quintetti piccoli, già marchio di fabbrica di Dusko Ivanovic, è diventata anche la cifra di Nenad Jakovljevic.

Al posto di Taylor è arrivato Yago, che non è semplicemente un cambio di pedina: rappresenta anche un salto di qualità in termini di esperienza ad alto livello. Edwards e Morgan completano un reparto guardie di spessore, mentre i recuperi di Pajola e Vildoza offrono allo staff una base su cui costruire con maggiore solidità.

«Il gioco di Valencia con tre handlers mi piace, è un mio riferimento» ha dichiarato Jakovljevic alla vigilia.

La stella Edwards e la gestione degli spazi

Il piano di gioco bianconero punta a mettere pressione sulla palla e ad aprire spazi in velocità, sfruttando la qualità dei playmaker a disposizione. In questo contesto, Carsen Edwards è chiamato a essere il riferimento offensivo principale, con la struttura del gioco pensata anche per valorizzarne le caratteristiche.

Niang potrà essere utilizzato da ala forte, mentre il contributo di Aliou Diarra e Momo Diouf sarà una variabile importante nelle rotazioni. Hackett, tornato a giocare da ala piccola, aggiunge un ulteriore strato di versatilità a un gruppo che punta sulla mobilità più che sulla fisicità sotto canestro.

Morgan, la priorità dei prossimi giorni

Uno degli obiettivi più urgenti per lo staff tecnico è riportare Matt Morgan a piena efficienza. Il suo rientro non solo alleggerirà il carico sugli altri, ma garantirà continuità qualitativa all’attacco senza abbassare il livello. Una pressione positiva, come viene descritta, che può fare la differenza nella gestione di una serie playoff.

Jakovljevic, promosso in corsa durante la stagione, non sembra avere dubbi sulla direzione intrapresa.

«D’altronde al momento dell’avvicendamento tra me ed ivanovic eravamo comunque primi in classifica»

Una Virtus che rinuncia alla stazza per guadagnare in velocità e lettura del gioco. Piccola nelle dimensioni, ma costruita per far male agli avversari.

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