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Home EuroLeague

Settimana Bianconera: un altro en plein per la Virtus

n.fiumi by n.fiumi
20 Ott 2026
in EuroLeague, Lega Basket
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Virtus, contro il Bayern debutta Kokila. Mumbrù avvisa: “Gara importante”

Alex Mumbru Daniel Hackett Virtus Bologna - Olympiacos Piraeus EuroLeague 2026-27 Bologna, 01/10/2026 Foto Stefano Ponticelli / Ciamillo-Castoria

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Va in archivio un’altra settimana da tre vittorie in altrettanti incontri per una Virtus Bologna che sorprende sempre di più. Corsara a Parigi, vincente in casa, con brivido, contro il Baskonia per poi chiudere il trittico agilmente domenica sera al Paladozza con Scafati. Il momento magico bianconero si consolida partita dopo partita e il ruolino di marcia ora dice sette vittorie in fila.

La legge degli ultimi cinque minuti

Avere la fortuna di incrociare avversarie in difficoltà non capita sempre. Avere la capacità di sfruttare a proprio favore queste circostanze favorevoli, però, non è altrettanto scontato. Nel giro di pochi giorni la Virtus ha affrontato prima un Paris Basketball privo di Nadir Hifi, poi, a domicilio, un Baskonia reduce dall’inspiegabile esonero di Paolo Galbiati e alle prese con diversi problemi di roster. Per chiudere con la domenica casalinga contro Scafati, avversaria certamente di livello inferiore, ma a sua volta condizionata da assenze importanti. Nel dubbio, la squadra di Mumbrú ha fatto percorso netto. E lo ha fatto confermandosi una squadra che nei finali di partita sa essere davvero letale. A Parigi, in una gara folle, giocata a ritmi forsennati e con continui cambi di leadership, la Virtus ha trovato i canestri necessari nel momento decisivo, soprattutto con Frazier, riuscendo poi a tenere difensivamente sull’ultimo possesso. Contro il Baskonia, dopo aver rischiato di dilapidare un vantaggio importante e subire una rimonta clamorosa, i bianconeri hanno saputo ritrovare energie e lucidità proprio nel momento di massima difficoltà, riprendendosi una partita che, a quel punto, era diventata tutt’altro che banale.

Non si tratta, peraltro, soltanto di sensazioni. La Virtus Bologna sta mostrando un’efficacia impressionante nei minuti conclusivi delle partite. Considerando gli ultimi cinque minuti delle gare disputate finora tra campionato ed Eurolega, ed escludendo la larga vittoria contro Scafati che avrebbe inevitabilmente alterato il dato, i bianconeri hanno accumulato un plus/minus complessivo di +27. Un numero davvero notevole, che racconta una squadra capace di alzare il livello proprio quando i possessi iniziano a pesare di più. La durezza mentale, a questo punto, sembra essere qualcosa di più di una semplice impressione. Resta naturalmente da capire come reagirà questa Virtus quando, inevitabilmente, un finale punto a punto non le sorriderà. Sarà quello un primo vero banco di prova per misurare la solidità di una squadra che, almeno finora, nei momenti decisivi ha quasi sempre trovato le risposte giuste.

Alston e Moore mandano segnali

Derrick Alston Jr. era certamente il giocatore apparso più in difficoltà nelle prime settimane della stagione. Mumbrú lo ha messo al centro del proprio sistema offensivo, affidandogli il maggior numero di possessi tra tutti i giocatori della squadra, ma l’americano si presentava a questa settimana con meno del 37% dal campo e un eloquente 1/11 sui tiri da tre punti aperti. Segnale piuttosto evidente di come, al di là di eventuali difficoltà di adattamento, ci fosse anche un più banale problema di mira. Contro Parigi, però, Alston sembra aver ritrovato in una sola sera tutta la precisione mancata fino a quel momento: 23 punti e cinque triple a bersaglio. Con il Baskonia non ha particolarmente brillato, ma contro Scafati ha messo insieme un’altra prestazione offensiva convincente, con 19 punti in appena 17 minuti. Wendell Moore Jr., invece, è ancora alla ricerca di continuità nell’arco dei quaranta minuti, ma questa settimana si è rivelato particolarmente prezioso nei finali di gara. Un canestro pesante a Parigi, ma soprattutto una serie di giocate decisive contro il Baskonia: due liberi, una tripla e un recupero fondamentale nei minuti conclusivi, proprio quando la partita sembrava poter sfuggire di mano ai bianconeri.

Due giocatori chiave nello scacchiere di Mumbrú, soprattutto per quello che viene loro richiesto nella metà campo offensiva. Se Klintman ed Edwards sono chiamati a interpretare un ruolo più specialistico da 3&D, da Alston e Moore ci si aspetta qualcosa di diverso: capacità di creare vantaggi, prendersi responsabilità e rappresentare punti di riferimento per l’attacco. Qualità che, pur con qualche inevitabile passaggio a vuoto, negli ultimi sette giorni si sono viste con maggiore continuità.

Il prezzo della velocità: palle perse e rimbalzi offensivi concessi

Un mese fa, pensare di fare le pulci a un doppio turno vincente sarebbe sembrata una follia. Ma, come diceva quel poeta urbano, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. E la Virtus Bologna, se non proprio dei superpoteri, sta dimostrando di avere doti notevoli quando si tratta di stare sul parquet. E allora, dopo quattro vittorie in sei partite di Eurolega, è giusto anche andare a cercare quello che non ha funzionato. Due dati, in particolare, saltano all’occhio: le palle perse e i rimbalzi offensivi concessi. Ora, se con i ritmi a cui gioca la Virtus perdere qualche pallone di troppo è quasi fisiologico, il dato dei rimbalzi offensivi lasciati agli avversari è decisamente più preoccupante. 19 contro Parigi, addirittura 20 contro il Baskonia. E non parliamo certo di due squadre che, sotto canestro, rappresentano l’élite dell’Eurolega. Certo, il gioco ad alto ritmo e il gran numero di triple tentate generano inevitabilmente rimbalzi lunghi e palloni più complicati da controllare per la difesa. Ma in diverse occasioni, durante questo doppio turno, la Virtus è sembrata proprio perdere il controllo della situazione, concedendo tante, troppe seconde opportunità agli avversari.

Il risultato è un dato che fa riflettere: 24 tiri dal campo tentati in meno rispetto agli avversari nell’arco delle due partite, un’enormità. Contro Parigi e Baskonia è andata bene. Ma continuare a concedere così tanti possessi supplementari è un lusso che difficilmente ci si potrà permettere contro avversarie di livello superiore.

Chi sale

Aliou Diarra ha messo insieme tre partite che sono esattamente quelle che servono per mettere un giocatore sulla mappa: 40 punti in appena 51 minuti complessivi, con 18/26 dal campo. Numeri impressionanti, soprattutto se accompagnati da una presenza difensiva altrettanto devastante. Perché l’impatto del centro maliano non si limita ad abbassare le percentuali degli avversari nei pressi del ferro, ma arriva addirittura a impedire loro di prendere un tiro. La sua crescita è impressionante e continua, così come la sicurezza con cui si muove sul parquet, che sembra aumentare partita dopo partita. Naturalmente, restano alcuni aspetti su cui lavorare. La gestione dei falli è ancora da migliorare, così come la continuità a rimbalzo difensivo, dove anche Diarra ha le sue responsabilità nelle difficoltà collettive di cui abbiamo parlato poco sopra. Ma sono aspetti che non possono oscurare quanto di buono sta mostrando. La Virtus si ritrova oggi tra le mani uno dei giocatori più sorprendenti di questo inizio di stagione a livello europeo.

Chi scende

Si sapeva che per il gruppo italiano della Virtus Bologna questa non sarebbe stata una stagione semplice. E a fare i conti con queste difficoltà è soprattutto Davide Casarin, che ancora non è riuscito a ritagliarsi uno spazio stabile nelle rotazioni di Mumbrú. Almeno in Eurolega, dove dopo sei partite ha accumulato appena cinque minuti sul parquet, tutti nella trasferta di Parigi. In campionato, quantomeno, sta trovando maggiore continuità di impiego, ma resta uno dei pochi giocatori a non aver ancora lasciato un segno tangibile in questo avvio di stagione. Una situazione certamente non semplice per un giocatore che ha bisogno di minuti e fiducia per crescere, ma che deve anche trovare il modo di rendersi utile nelle occasioni che gli vengono concesse. Perché, come ha ricordato Hackett in un recente postpartita, “serve il contributo di tutti”. Anche quello di Casarin.

Prossima settimana

Settimana decisamente impegnativa per la Virtus Bologna quella che la attende. Niente doppio turno ma due trasferte tostissime. Mercoledì alle 18, sul neutro di Sofia, i bianconeri inaugureranno il settimo turno di Eurolega rendono visita all’Hapoel Tel Aviv. Domenica 25, alle 16, invece, big match di campionato sul campo dell’Olimpia Milano.

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Tags: EuroLeagueLBAVirtus Bologna
n.fiumi

n.fiumi

Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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