Si gioca alle ore 20:00 alla Virtus Arena e per la Virtus Bologna non sono ammessi passi falsi. Dopo la sconfitta subita all’esordio della serie, gara due di semifinale si trasforma già in un match da dentro o fuori. Andare sotto zero a due, con la prospettiva ravvicinata di dover disputare i successivi due incontri in laguna sul parquet del Taliercio, complicherebbe in maniera quasi definitiva la corsa verso la finale per i campioni d’Italia in carica.
Secondo quanto analizzato sulle pagine di QN il Resto del Carlino, coach Jako Jakovljevic si prende fino all’ultimo istante utile per riflettere sulle rotazioni e per trovare le contromisure adatte a contrastare l’Umana Reyer Venezia, una compagine che in questa stagione ha sempre vinto quando ha messo piede a Bologna.
Le scelte del turnover: Yago dos Santos verso la tribuna
Sul fronte del roster si profilano decisioni forti per quanto riguarda il turnover degli stranieri in casa Virtus Bologna. Le ultime indicazioni che arrivano dall’Arcoveggio spingono per l’esclusione di Yago dos Santos, destinato ad accomodarsi in tribuna a causa di una forma fisica non ottimale legata a influenze e raffreddori che stanno condizionando lo spogliatoio. Chi è invece chiamato a dare una risposta immediata sul campo è Alen Smailagic, reduce dalla peggiore prestazione individuale nella sfida di sabato scorso e ora all’ultima chiamata utile per dimostrare il suo valore all’interno delle rotazioni.
Per battere la Reyer servirà un approccio diametralmente opposto in fase difensiva. Lo staff tecnico della Virtus Bologna ha battuto molto su questo tasto in questi due giorni: la linea guida fondamentale prevede di non concedere mai spazio sul perimetro a tiratori scelti come Kyle Wiltjer. Per farlo, il coach si affiderà alla freschezza e all’energia di Saliou Niang e alla fisicità di Matt Morgan, considerate le vere frecce tattiche per ritrovare l’equilibrio perduto in gara uno. Un’altra carta importante potrebbe essere rappresentata da Luca Vildoza, chiamato a estendere il suo minutaggio per dare qualità e leadership nei momenti di massima pressione.
Il caso Arena: il grande pubblico finora ha risposto a metà
Oltre alle questioni puramente tecniche, l’ambiente bianconero si interroga sulla risposta dei propri sostenitori. Fino a questo momento della post season, a partire dalle sfide dei quarti di finale contro Trento, è mancato il calore del grande pubblico delle grandi occasioni.
Non si registrano larghi vuoti nel parterre, ma i dati confermano che non c’è mai stato il tutto esaurito, a differenza di quanto si è visto su altri campi caldi della Serie A. Una flessione parzialmente giustificata dal periodo di ponti festivi, ma che stasera dovrà necessariamente subire un’inversione di tendenza: la squadra ha un disperato bisogno del supporto del proprio pubblico per ritrovare grinta, difesa e spirito di sacrificio.
