La quarta vittoria consecutiva della Virtus Bologna è anche la più faticosa, sporca e cattiva, ma proprio per questo la più significativa.
Al Taliercio, contro una Umana Venezia potente e ricca di talento offensivo, la Virtus porta a casa un successo di enorme peso specifico, nonostante energie ridotte dopo una settimana intensa.
Per tre quarti, la partita sembra indirizzata verso i padroni di casa. Poi, nel finale, carattere, difesa e sangue freddo ribaltano tutto. Ecco la cronaca fatta da Il Corriere dello Sport.
Venezia dominante nei primi tre quarti
L’avvio è equilibrato, ma Venezia prende presto il controllo del ritmo.
Il pick and roll premia i lagunari, mentre la Virtus appare un passo indietro in transizione. La difesa troppo morbida è il segnale di una stanchezza fisica su cui l’Umana insiste con lucidità.
Il primo strappo arriva sul 23-15 a fine primo quarto. L’impatto di Wheatle, Tessitori e Candì è determinante, così come la capacità di sfruttare i mismatch e una gestione dei falli favorevole.
Bologna prova a restare in scia con Hackett e migliorando a rimbalzo, ma all’intervallo il tabellone dice -18.
La svolta dopo l’intervallo: cambia la Virtus Bologna
Al rientro in campo si vede un’altra Virtus Bologna.
Un primo break di 6-0 riaccende la partita, mentre Diouf dà solidità difensiva nelle fasi senza possesso. Venezia resta avanti in doppia cifra, ma inizia a perdere fluidità, con il solo Wiltjer a tenere alto il livello.
Bologna, invece, trova minuti preziosissimi da Morgan, che cambia inerzia e fiducia.
Finale da battaglia: Niang, Morgan e Hackett decisivi
A inizio quarto periodo arriva un altro parziale di 7-0 che costringe Venezia al time-out.
Niang si prende responsabilità, sbaglia anche il tiro del possibile -3, ma è proprio il coraggio a fare la differenza. Venezia difende, ma non capitalizza in attacco.
Nel momento chiave sale in cattedra Daniel Hackett: tripla pesantissima e canestro del -2
Poi Morgan ruba un pallone sanguinoso che vale il 74-74. Il sorpasso arriva dalla lunetta e, con un minuto e mezzo da giocare, Venezia perde completamente la bussola.
Chiusura convulsa e certezza in più
Il finale è caotico: la fuga di Alston chiude i conti, poi il doppio antisportivo a Candì e Alston sporca gli ultimi secondi di gara.
Ma la sostanza non cambia: la Virtus Bologna esce dal Taliercio con una vittoria pesantissima.
Una vittoria che non brilla per estetica, ma che rafforza identità, fiducia e classifica. E che certifica una certezza in più: questa Virtus sa vincere anche quando tutto sembra girare storto.





