- Primo assist dal post di Shengelia? Non appena il georgiano riceve spalle a canestro non marcato da Jones ma da Clyburn, difensore molto meno fisico e che porta Mickey a essere controllato da un difensore più statico come Žižić.
- Erdem Can e l’Efes hanno dimostrato sinora di non essersi ancora conosciuti a fondo – com’è fisiologico e legittimo per una struttura di squadra rinnovata in ogni aspetto dall’ultimo triennio-. Esempio plastico? L’inizio di EL avrebbe voluto essere quello di uno jump shooting team (32.8 jump shot a gara, 0.88 PPS, 11° percentile in EL), ma è stato quello di una squadra che quando applica pressione al ferro sa essere davvero efficace (17.6 appoggi al tabellone a partita, 1.27 PPS, 72° percentile in EL). Per ulteriore conferma, vedere i P&R con Žižić come rollante. 2 punti assicurati.
- P&R centrale con Žižić in drop, pop di Mickey per punire dal perimetro e rimbalzo offensivo di Smith su Thompson. Due scelte corrette, una che non è stata sfruttata e l’altra sì, ma dimostrazioni allo stesso modo della concentrazione di tutto il roster della Virtus in questo inizio di stagione.
- Inizio 2Q e difesa perimetrale della Virtus che gira per la prima volta a vuoto: prima Dobrić e poi Abass vengono battuti troppo facilmente, facendo arrivare troppo facilmente Beaubois e Clyburn al ferro. Il francese in particolare non sembra trovare reale opposizione con qualsiasi difensore della Virtus: Belinelli, Dobrić e Smith non riescono a lavorare prima del primo blocco settato dall’Efes per lui, prestando il fianco all’esecuzione di Beaubois.
- Ha iniziato a farlo dal primo possesso di difesa a uomo, perché smettere di farlo già a inizio 2Q? Pajola è il miglior difensore “da dietro” di EuroLeague, ed è una scelta consapevole quella di farsi battere nella propria metà campo per cercare la rubata in un secondo momento.
- Seconda rimessa da fondo per la Virtus? Chiaramente schiacciata di Dunston, la seconda su 2. E qualsiasi cifra pronta a essere smentita. Le triple non entrano, qualche tiro rifiutato che non dovrebbe essere passato, ma i rimbalzi offensivi a rigirare il dito nella piaga più grande dell’Efes. Le scelte non portano sempre punti, ma sono quasi sempre giuste. Anche spalle a canestro Shengelia sceglie l’opzione migliore: marcato da Clyburn e Willis va verso il centro, marcato da Jones o Žižić va col giro dorsale sulla spalla più vicina alla linea di fondo.
- Aggiustamento di Banchi: l’extrema ratio prevede Cordinier sulle tracce di Beaubois, tenendo inizialmente Belinelli su Clyburn e cambiando su qualsiasi consegnato o blocco sulla palla Beaubois-Clyburn. Tenere Cordinier costantemente sulla palla e chiedere un extra sforzo in difesa. Contro-aggiustamento di Can: non coinvolgere Clyburn in attacco per evitare di far finire Cordinier su di lui e sfruttare la difesa troppo istintiva di Mickey nel P&R con Jones da bloccante.
- Inizio di 3Q e la scelta di Banchi è ancora quella di accoppiare Belinelli con Clyburn: su Beaubois c’è Smith, con l’Efes a sfruttare nuovamente il P&R Beaubois-Jones. Cercare di limitare i danni su ciascuno o concedere il massimo vantaggio in un 1vs1 e pareggiare il livello negli altri 1vs1? Barrare la seconda per Banchi, tanto redditizia quanto difficile da prendere.
- Ritorna l’Efes col quintetto iniziale, per la Virtus rispetto allo starting five c’è Smith e non Cordinier al rientro dal primo TO del 3Q. Come risistema le marcature Banchi? Pajola-Larkin (non più Thompson), Belinelli-Beaubois (come non si vedeva dal 1Q), Smith-Thompson. Reazione di Can? No uscite per Beaubois ma P&R centrale con Žižić rollante e, soprattutto, le leve limitate di Smith in assenza di Cordinier a fornire un tag meno efficace come terzo uomo sulla ricezione del lungo croato. Reazione di Banchi alla reazione di Can? Pajola su Thompson e Smith su Larkin per invitare il play naturalizzato turco a penetrare verso l’aiuto di Dunston. Partita a scacchi di altissimo livello.
- Prima e unica volta in cui Shengelia si gira verso il fondo se è marcato da un 4 e Willis che commette fallo: gli dèi del basket, quando ci si mettono… Prima scelta sbagliata concettualmente (non come esecuzione tecnica, ma come pensiero dietro alla giocata) e Toko viene “perdonato” con un fischio. Avere il giocatore più importante in queste condizioni e il resto della squadra concentrata nelle indicazioni principali del gameplan (rimbalzi offensivi cercati anche dalla guardie, visto il backcourt per nulla portato a vincere la battaglia dei possessi, e ricezione del rollante dell’Efes negata da drop o weak sul P&R centrale di Larkin e Thompson), stare davanti all’Efes è quasi una cosa scontata e “facile”.





