Il tempo stringe per i Milwaukee Bucks e il futuro di Giannis Antetokounmpo. Il fuoriclasse greco dovrà decidere nel corso dell’estate se accettare o rifiutare un’estensione contrattuale. In caso di rifiuto, la franchigia del Wisconsin si troverebbe costretta a cercare una trade per evitare di perderlo a parametro zero dopo la stagione 2026-27.
La finestra temporale è particolarmente delicata: Antetokounmpo non potrà firmare un’estensione prima del 1° ottobre, il che rende il periodo tra il draft di giugno e la free agency di luglio il momento ideale per imbastire un’operazione, quando le squadre dispongono della massima flessibilità finanziaria. Qualunque siano le intenzioni del giocatore, dovranno essere comunicate con chiarezza nei prossimi due mesi.
In questo scenario, i Golden State Warriors potrebbero tentare il colpo grosso per affiancare Giannis a Stephen Curry, ridando ossigeno a un progetto che ha disperatamente bisogno di una scossa.
L’ipotesi di scambio e i meccanismi salariali
Lo schema proposto prevede che Golden State invii a Milwaukee Jimmy Butler, Brandin Podziemski, una prima scelta 2026, una prima scelta 2027, una prima scelta protetta 2030 e una prima scelta protetta 2032, ricevendo in cambio Antetokounmpo.
L’accordo andrebbe definito prima della prima serata del draft NBA, fissata per il 23 giugno, a patto che i Warriors non ottengano una selezione tra le prime quattro al lottery del 10 maggio — eventualità che cambierebbe completamente i calcoli. In quel caso, sarebbero i Bucks a indicare a Golden State chi scegliere con la chiamata numero 11. L’esecuzione formale della trade avverrebbe il 6 luglio, dopo il termine della moratoria, con un salary cap proiettato a 165 milioni di dollari.
Per quanto riguarda le protezioni sulle scelte: la prima del 2030 passerebbe a Milwaukee solo se compresa tra la 1 e la 20, essendo già promessa ai Dallas Mavericks se tra la 21 e la 30. Qualora andasse a Dallas, i Bucks otterrebbero in alternativa uno scambio di prima scelta nel 2031. La pick 2032 è protetta top-4, altrimenti verrebbe ceduta senza protezioni nel 2033.
L’operazione imporrebbe ai Warriors un hard cap al secondo apron, derivante dall’aggregazione dei contratti di Butler e Podziemski. I Bucks, dal canto loro, si ritroverebbero con un hard cap al primo apron, sfruttando l’eccezione ampliata generata dallo stipendio in uscita di Antetokounmpo.
Perché conviene a entrambe le parti
Per Golden State la logica è lineare: affiancare a Curry uno dei migliori giocatori della lega. La sfida principale è pareggiare lo stipendio di Antetokounmpo, pari a 58,5 milioni di dollari per la prossima stagione. Il punto di partenza obbligato è Butler, considerando che Draymond Green potrebbe esercitare la sua opzione di uscita dal contratto da 27,7 milioni prima di luglio.
Butler sta recuperando da un grave infortunio al ginocchio e potrebbe non tornare in campo prima di gennaio. I Warriors lo valutano molto, ma con Curry vicino alla scadenza contrattuale e la difficoltà nel costruirgli attorno un roster competitivo, il salto di qualità verso Antetokounmpo diventa imprescindibile se Milwaukee apre alla trattativa.
Nonostante il vincolo dell’hard cap, Golden State potrebbe comunque rinnovare Kristaps Porziņģis con un contratto da circa 20 milioni, oltre a utilizzare la mid-level exception da 15 milioni e la bi-annual exception da 5,5 milioni per completare la rosa. Coach Steve Kerr, in scadenza di contratto, potrebbe essere disposto a restare per allenare Antetokounmpo. Anche Green potrebbe rientrare con un triennale a cifre più contenute, intorno ai 20 milioni di partenza. Seguirebbero poi le estensioni per Curry e Giannis.
Dal lato Milwaukee, se Antetokounmpo dovesse manifestare chiaramente la volontà di andarsene, la franchigia dovrebbe esplorare il mercato alla ricerca della migliore offerta possibile. Va considerato però che il giocatore ha una leva significativa sulla destinazione: può esercitare l’opzione di uscita dal suo contratto da 62,8 milioni per il 2027-28 e minacciare di andarsene come free agent nel 2027 se spedito in una piazza non gradita.
Se Giannis volesse giocare con Curry e spingesse in quella direzione, i Bucks otterrebbero un ex All-Star come Butler — in anno di contratto, con la speranza di un rapido ritorno ai suoi livelli — e un giovane come Podziemski, 23 anni, reduce dalla miglior stagione della carriera: 13,8 punti, 3,7 assist e 1,1 recuperi di media, con tutte le 82 partite disputate e 43 da titolare. Il nativo del Wisconsin sarebbe eleggibile per un’estensione da rookie già quest’estate oppure per la restricted free agency nel 2027.
I Bucks, che devono la loro prima scelta 2027 ai New Orleans Pelicans o agli Atlanta Hawks, punterebbero a restare competitivi nella prossima stagione. Butler potrebbe anche essere oggetto di un ulteriore scambio prima della trade deadline. Milwaukee potrebbe inoltre provare a ottenere Gui Santos, 23 anni, altro elemento solido della rotazione dei Warriors, oltre a eventuali scambi di scelte aggiuntivi.
La grande domanda per i Bucks, nell’ipotesi in cui Antetokounmpo non estenda e abbia una lista ristretta di destinazioni, resta questa: il pacchetto offerto da Golden State regge il confronto con quello che potrebbe mettere sul tavolo Miami, presumibilmente costruito attorno a Tyler Herro, Kel’el Ware, diverse prime scelte e altre contropartite?
