Emergono nuovi dettagli sul difficile rapporto tra Russell Westbrook e LeBron James durante l’esperienza comune ai Los Angeles Lakers.
Secondo fonti vicine alla squadra, l’ex MVP avrebbe vissuto con crescente frustrazione la gestione pubblica e mediatica del compagno, giudicandola spesso “costruita” e distante dalla realtà del gruppo.
La diffidenza di Westbrook
Westbrook sarebbe rimasto infastidito da alcuni episodi che, a suo giudizio, mettevano in dubbio l’autenticità dell’immagine di LeBron.
Tra questi, il famoso momento in cui James definì “Il Padrino” il suo film preferito, senza però ricordarne dettagli fondamentali, o quando raccontò in modo impreciso la storica partita da 81 punti di Kobe Bryant.
Questi episodi avrebbero alimentato nel playmaker una crescente diffidenza verso la stella dei Lakers.
L’episodio con Will Smith
La tensione sarebbe poi esplosa durante una sessione del programma interno dei Lakers, la Genius Series, che prevedeva l’intervento di Will Smith.
Mentre LeBron James e Anthony Davis dialogavano a lungo con l’attore, Westbrook sarebbe rimasto in disparte, visibilmente infastidito, interpretando la scena come un gesto più di immagine che di reale interesse.
Una convivenza impossibile
Dietro le quinte, le differenze di carattere e approccio sarebbero diventate insormontabili.
Secondo le stesse fonti, Westbrook si sentiva isolato, escluso dalle dinamiche del gruppo e spesso poco coinvolto nelle decisioni di squadra.
Gli episodi culminarono in alcuni momenti di forte tensione, tra cui una discussione durante la Summer League e il celebre scatto di squadra con Will Smith, che per molti all’interno dell’organizzazione rappresentò il simbolo della distanza tra Westbrook e il resto del gruppo.
