Il 28 aprile a Ginevra potrebbe essere una data importante per il futuro del basket europeo. L’incontro già fissato in calendario vedrà seduti allo stesso tavolo la NBA, l’Eurolega e la FIBA, con l’obiettivo di trovare un terreno comune sul progetto NBA Europe. Il board dell’Eurolega ha già dato mandato al nuovo ceo Chus Bueno di aprire formalmente le trattative con la lega americana in vista di quel confronto.
Nelle ultime settimane il quadro si è fatto più nitido. La NBA ha mostrato apertura verso un’intesa con il consorzio che gestisce il principale torneo continentale da oltre vent’anni. A fine marzo, NBA Europe — affiancata dagli advisor J.P. Morgan e Raine Group — ha raccolto manifestazioni di interesse significative per 12 città-franchigia: Milano, Roma, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco, Istanbul e Atene. Per alcune di queste le valutazioni si collocano tra i 500 milioni e il miliardo di dollari. Nonostante questo, il progetto ha scelto di rivedere il piano di lancio originario, che puntava all’ottobre 2027. Tra i nomi già associati alla NBA Europe figurano Donn Nelson e Paul Matiasic.
L’Eurolega si trasforma: franchigie permanenti e nuovi ricavi
Parallelamente, l’Eurolega sta portando avanti un percorso di riforma interna avviato con la nomina di Bueno. Il cuore del progetto è la trasformazione dei 13 club fondatori in franchigie permanenti, con un incremento stimato del loro valore pari al 30%. Tra questi c’è anche l’Olimpia Milano. La conversione delle licenze decennali in status stabile è prevista entro la stagione 2026-27.
Dal prossimo Luglio si aprirà una fase di espansione: altri club potranno acquisire lo stesso status pagando una tassa di ingresso. Tra i candidati già individuati ci sono Stella Rossa, Partizan, Valencia, Paris, Dubai e Hapoel Tel Aviv — tutte già presenti nell’Eurolega — oltre a Hapoel Gerusalemme e Paok. Dall’Italia sarebbero arrivate richieste da Virtus Bologna, Venezia, Trento, Napoli e Roma. Il club partenopeo ha recentemente presentato il rendering di una nuova arena da 15.000 posti.
Sul fronte economico, l’Eurolega ha messo a punto un nuovo modello pluriennale di distribuzione dei ricavi. I proventi televisivi nazionali verranno redistribuiti per il 65% al club del paese di riferimento e per il restante 35% agli altri. I ricavi commerciali seguiranno invece un criterio misto: il 75% legato a merito sportivo, performance storiche e fan engagement, il 25% distribuito in quota fissa. È in fase di sviluppo anche una piattaforma digitale dedicata ai tifosi, con un potenziale di ricavi stimato, a regime, in un miliardo di euro l’anno. La prossima stagione dell’Eurolega manterrà il formato con 20 squadre, girone unico e 38 partite.
